“Risorse ferme per colpa del sistema informatico”
Nove milioni di euro fermi da anni nei meandri della burocrazia e dell’informatica comunale.
È la somma dell’Osp Covid, l’occupazione di suolo pubblico concessa ai locali del centro storico durante l’emergenza sanitaria, che il Comune di Roma non è ancora riuscito a riscuotere.
E metà di quei fondi — circa 4,5 milioni — spetterebbero al Municipio I, da destinare a scuola, mobilità e politiche sociali.
Il caso è tornato sul tavolo della commissione bilancio municipale, convocata per la seconda volta in meno di un anno e mezzo. A presiederla, Nathalie Naim, capogruppo della civica Gualtieri:
“Vogliamo presentare osservazioni al Regolamento generale delle entrate. Ci sono modifiche importanti da fare, perché oggi i municipi non riescono a ottenere risorse che spettano loro”.
Il nodo tecnico: Jescan, il software che non incassa
Come ha spiegato il funzionario comunale convocato in seduta, il problema è tutt’altro che politico: è informatico. Il sistema di gestione dei tributi, Jescan, non è in grado di incamerare correttamente i pagamenti relativi all’Osp Covid.
Il risultato? Nessuna riscossione per le annualità 2023 e 2024, e un buco da 9 milioni di euro nelle casse del Campidoglio.
Ma per l’opposizione il guasto non basta a giustificare tutto.
“Quattro anni senza una procedura idonea per le Osp Covid significa un danno erariale enorme — ha attaccato Federica Festa, capogruppo del M5S — e la responsabilità è politica, non degli uffici”.

Il regolamento e il nodo delle morosità
Il problema si intreccia con l’articolo 3 bis del Regolamento generale delle entrate, introdotto nel 2024 su richiesta del Municipio I.
La norma prevede che la metà del maggiore gettito accertato e riscosso venga assegnata ai municipi, ma solo per le attività di contrasto all’evasione, non per il recupero delle morosità.
Un dettaglio non da poco, visto che proprio le morosità rappresentano una fetta consistente delle entrate legate all’Osp.
“Chiederemo una premialità del 50% anche per il recupero della morosità ordinaria — annuncia Naim — e una definizione più chiara delle voci di spesa, includendo verde, lavori pubblici ed edilizia scolastica”.
Fondi “sospesi” ma non persi
Una buona notizia, però, c’è: grazie a recenti sentenze del Tar, quei tributi potranno essere riscossi entro dieci anni.
Tradotto: i soldi non andranno persi, ma il Campidoglio deve risolvere in fretta le criticità del sistema per poterli finalmente incassare.
“Convocherò presto una nuova commissione — ha concluso Naim — per votare tutte le misure necessarie a migliorare il regolamento e la riscossione dei tributi”.
Un passaggio tecnico, ma cruciale, per il municipio che da solo concentra più Osp di tutti gli altri messi insieme. E che ora attende di poter utilizzare quelle risorse per la città reale: scuole, strade, quartieri e verde pubblico.
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