Rischio amianto e liquami pericolosi. San Benedetto, blitz nell’ex fabbrica dei frigoriferi
SAN BENEDETTO Rischio amianto e residui di liquidi refrigeratori. È quanto sarebbe emerso dal sopralluogo effettuato ieri mattina all’ecomostro di via Calatafimi, l’ex fabbrica dei frigoriferi Sgattoni. Sul campo il corpo dei vigili del fuoco, gli agenti della polizia locale, i carabinieri, la Forestale, l’Ast e l’Arpam.
Lo stop al traffico
Nelle prime ore dell’alba di ieri è stata interdetta al traffico via Calatafimi dove si trova l’ex fabbrica dei frigoriferi Sgattoni, da decenni abbandonata. L’indagine, da parte delle autorità, ha riguardato soprattutto l’aspetto ambientale, quale l’eventuale presenza di elementi inquinanti nell’area. Subito sul posto i vigili urbani per coordinare la viabilità, ma anche pompieri, carabinieri, operatori dell’Ast e dell’Arpam per effettuare i rilievi e l’ingegner Marco Cicchi dei lavori pubblici quale rappresentante del Comune. All’interno della struttura sono stati ritrovate due moto, due auto e un ciclomotore. E’ stato impiegato anche un drone per sorvolare l’edificio e vedere fin dove ci si poteva spingere con il sopralluogo e come muoversi. Tanto che è stato impossibile entrare all’interno dell’immobile confinante.
I rilievi
Sono stati effettuati dei rilievi che ora saranno analizzati dall’Arpam di Pesaro e stilato un verbale. Molto probabilmente verrà confermata la presenza di materiale in eternit e liquami dei frigo ormai dismessi, i risultati arriveranno una volta effettuate le analisi. Nel pomeriggio di ieri le indagini erano già concluse tanto da essere riaperta via Calatafimi al traffico.
Da fabbrica a ecomostro
Da 40 anni la fabbrica di via Calatafimi è una sorvegliata speciale pur restando un vero ecomostro in pieno centro abitato. Tanto che sei anni fa cadde anche un tratto della tettoia. Seguì un dossier che l’amministrazione comunale Spazzafumo inviò alla Procura della Repubblica dove si ripercorreva la storia dell’ex fabbrica dei frigoriferi Sgattoni, abbandonata da anni. Relazione finalizzata a ottenere l’autorizzazione per entrare all’interno dell’immobile. I titolari dell’edificio da tempo avrebbero in mano un progetto per edificare una palazzina residenziale e quindi procedere a un risanamento e a una bonifica dell’intera area ma occorrerà valutare cosa si intende realizzare nello specifico e soprattutto se saranno necessarie anche varianti urbanistiche.
I timori
Un sito che ha sempre destato preoccupazione anche da parte del comitato di quartiere San Filippo Neri. Tra l’altro negli anni l’immobile è diventato meta di senzatetto che rischiano la vita vista la pericolosità della struttura, oltre a diventare rifugio di balordi e tossici creando quindi anche un fenomeno sociale e un problema di sicurezza.
L’interrogazione
Lo stesso ex consigliere leghista Lorenzo Marinangeli aveva dedicato un’interrogazione alla situazione dell’ex Sgattoni sottolineando come per 40 anni questo sito fosse stato lasciato all’incuria e ne chiedeva l’esproprio.




