Riscaldamenti ko a Palermo: la protesta degli studenti ferma le lezioni in un istituto del centro storico

A Palermo, un guasto agli impianti di riscaldamento di una scuola segnalato già a dicembre ha innescato la protesta degli studenti, risolta solo dopo l’intervento pomeridiano dei tecnici. I sindacati denunciano ritardi nell’uso dei fondi PNRR e criticità strutturali diffuse negli edifici scolastici del territorio.
In un istituto superiore del centro di Palermo, le lezioni sono state interrotte per un’ora. Gli studenti hanno scelto di uscire dalle aule per segnalare l’impossibilità di proseguire l’attività didattica (che include l’utilizzo di strumenti musicali) in locali privi di riscaldamento. Il problema riguardava il mancato funzionamento delle pompe di calore.
Cronaca di un guasto annunciato
La criticità non è emersa improvvisamente con il calo delle temperature di gennaio. La scuola aveva già inoltrato una segnalazione ufficiale agli uffici della Città metropolitana nel corso del mese di dicembre. Al rientro dalle vacanze, tuttavia, gli studenti hanno trovato gli impianti ancora fermi.
La protesta è stata supportata dai rappresentanti locali di Fillea e Flc Cgil, che hanno messo a disposizione i propri spazi per accogliere i ragazzi. Solo nel pomeriggio, a seguito della mobilitazione e di ulteriori solleciti da parte della presidenza, il guasto tecnico è stato dichiarato risolto.
Gestione delle risorse e manutenzioni
L’episodio ha riacceso il dibattito sull’utilizzo dei fondi destinati all’edilizia scolastica. I sindacati hanno sollevato dubbi sull’impiego delle risorse del PNRR, che avrebbero dovuto garantire la piena efficienza degli impianti termici e prevenire ritardi nell’attivazione. Oltre al clima nelle aule, resta aperta la questione della sicurezza degli edifici, molti dei quali non risulterebbero ancora in linea con gli standard normativi vigenti.
I rappresentanti dei lavoratori chiederanno ora un tavolo di confronto con le autorità metropolitane per analizzare lo stato complessivo dei plessi provinciali. Oltre alla manutenzione ordinaria, gli studenti hanno evidenziato la necessità di spazi più idonei alle specifiche esigenze dei loro indirizzi di studio.
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