Friuli Venezia Giulia

Risate e colpi di scena: il Pat Teatro conquista il pubblico con “Indovina chi vien a casa?”

16.03.2026 – 9.00 – Il Pat Teatro torna a far centro e regala ancora una volta al pubblico uno spettacolo di quelli che fanno sorridere e dimenticare le preoccupazioni. A breve distanza dall’ultima commedia, che aveva riscosso un notevole successo e molti sold out, la compagnia amatoriale torna in scena con “Indovina chi vien a casa?”, una pièce brillante che pesca nella vita di ogni giorno e la trasforma in rappresentazione teatrale. La storia è semplice, ma proprio per questo funziona. Protagonisti sono un fratello e una sorella che vivono insieme, sbarcando con difficoltà il lunario e senza grosse speranze di miglioramento per il futuro. Tra i conti che non tornano e i sogni messi in un cassetto, arrivano un giorno due lettere inaspettate da due parenti lontane, emigrate anni prima in cerca di fortuna. Annunciano il loro ritorno a Trieste e subito la fantasia galoppa: magari sono diventate ricche e possono portare a una svolta nella vita dei due fratelli. È questo lo spunto su cui si costruisce la commedia, che alterna momenti di ironia a situazioni quasi paradossali, con dialoghi che scorrono via leggeri ma non banali. Il dialetto triestino, vero protagonista della serata, ha strappato risate spontanee e applausi sentiti, dimostrando ancora una volta quanto il teatro dialettale sia vivo e partecipato nella nostra città.

Sul palco Lorenzo Braida, Sara Botterini, Fabiana Pecchiari, Maria Francesca Simeoni, Maria Teresa Celani, Daniele Varin, Roberto Tassan, Ciro Della Gatta, Corrado Cattonar e Massimo Tomadin si sono mossi con naturalezza e grande intesa. I tempi comici sono ben calibrati e la complicità tra i personaggi ha reso credibile ogni battuta. Lorenzo Braida, oltre a portare in scena un simpatico Filippo, firma anche la regia dello spettacolo, dove il colpo di scena finale sembra preparato con maestria. Il testo, scritto da Gerry Braida, punta su una comicità che nasce dalla quotidianità: speranze semplici, illusioni forse un poco ingenue, ma profondamente umane. E tra le risate si intravede, come sempre, una riflessione tenera sulla precarietà, sui legami familiari e su quel bisogno universale di credere che qualcosa di bello possa ancora capitare nella vita. Perché, in fondo, tra una battuta e l’altra, ognuno di noi si è riconosciuto un poco in quei due fratelli che sognano un futuro diverso. Ed ecco perché, quando il sipario cala, si ritorna a casa con il sorriso e magari con un filo di speranza in più.

[s.f.]




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »