Umbria

Riqualificazione Pentima da 17 milioni con recupero dell’ex Isrim


di C.P.

Dopo anni di abbandono e utilizzi solo parziali, il polo di Pentima a Terni si prepara a importanti trasformazioni. Dalla giunta regionale è arrivato l’ok al Documento di fattibilità delle alternative progettuali, uno step fondamentale per «avviare le fasi della programmazione nonché della progettazione e dell’esecuzione dell’intervento». E la scelta cade sull’opzione che prevede il recupero delle palazzine ex-Isrim.

Documento di fattibilità Il progetto di riqualificazione è finanziato con 17 milioni di euro provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. Le opzioni sul tavolo sono due. La prima, in estrema sintesi, prevede la «riqualificazione del blocco centrale (del polo ndr) con la creazione di uno spazio interno aperto, adeguamento impianti tecnologici locali Arpal e lavorazioni esterne». La seconda alternativa invece punta sul recupero delle palazzine ex-Isrim e prevede il «miglioramento sismico e riqualificazione dei fabbricati, adeguamento impianti tecnologici locali Arpal, opere esterne, interventi isolati di riparazione della copertura sul capannone centrale». In particolare, quest’ultima opzione progettuale è stata giudicata come quella «da perseguire e sviluppare nei successivi livelli progettuali, ritenendola la più coerente con i macro-obiettivi prefissati, potendo garantire il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività e per l’ambiente».

Polo di Pentima Entrambe le ipotesi prevedono una realizzazione per stralci funzionali, a partire dalla bonifica e dallo sgombero delle aree dismesse, seguiti dall’adeguamento impiantistico dei locali Arpal e dalla riqualificazione edilizia vera e propria. Per quanto riguarda il cronoprogramma delle macro attività dell’intervento, la fine della progettazione entro il 2027, quella dei lavori invece è fissata al 2031: «I tempi di attuazione dei progetti – si legge nel Documento – compresa l’esecuzione dei lavori, per entrambe le alternative, devono essere cadenzati con l’obiettivo di rientrare nella scadenza richiesta dalle condizioni indicate nella concessione del finanziamento». I lavori inoltre proseguiranno attraverso diversi step, quattro per la precisione. Per entrambe le alternative progettuali infatti sono stati individuati stralci funzionali. «In considerazione della loro diversa natura tecnica si ritiene sostenibile, per la più corretta gestione, avviare ed attivare procedure di affidamento distinte, secondo le specifiche tecniche di seguito rappresentate, al fine anche di rispondere tempestivamente alle esigenze espresse dai fruitori finalizzando i risultati attesi».

Stralci Il primo prevede interventi propedeutici all’allestimento del cantiere, quindi sgombero di macchinari e materiali abbandonati nei locali ad uso dell’ex Isrim. Col secondo invece verranno effettuate delle opere di adeguamento tecnologico e di messa a norma degli impianti nei locali ad uso dell’Arpal. Il terzo stralcio prevede la ristrutturazione delle palazzine un tempo utilizzate dall’Isrim e costituisce l’intervento «maggiormente esteso ed economicamente rilevante di maggiore complessità di gestione». Quarto e ultimo stralcio è eventuale, nel senso che «l’alternativa progettuale numero due non prevede la ristrutturazione completa del capannone centrale, ipotizzando per lo stesso, a differenza dell’alternativa numero uno, soltanto alcuni interventi localizzati per risolvere criticità da approfondire nelle fasi progettuali». Comunque, come sottolineato nel Documento, «è evidente che nella fase di elaborazione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica ed a seguito delle indagini e prove da eseguire sulle strutture esistenti, l’intervento da progettare verrà definito con precisione e secondo le reali consistenze quantitative e qualitative».

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