Marche

«Riportare il processo ad Ancona? Schiaffo a chi piange i propri cari»


SAN LORENZO IN CAMPO «Se siete innocenti, e io non ho alcun motivo per dubitarne, lasciate che la giustizia faccia il suo corso il prima possibile». È l’appello di Tiziano Luconi, papà della più piccola vittima dell’alluvione che il 15 settembre 2022 seminò morte e distruzione in tutta la vallata. Mattia aveva appena 8 anni e la furia dell’acqua non risparmiò nemmeno lui. L’invito lo rivolge ai 22 imputati, di vari enti, nel processo per la calamità che ha spezzato la vita a suo figlio e ad altre dodici persone. 

Il buon senso

«Stamattina (ieri ndr) l’avvocato mi ha chiamato per dirmi che i loro legali hanno chiesto di riportare il processo ad Ancona – aggiunge – confido nel buon senso del Gup, augurandomi che possa rigettare tale richiesta, ma già il fatto stesso di averla avanzata mi è sembrato come un ulteriore schiaffo a chi non c’è e a chi rimane a piangere propri cari. Scusatemi la franchezza ma questi giochetti per prendere e perdere tempo, facendo passare i mesi e magari gli anni, sperando che la prescrizione metta la parola fine su tutto, a me non piacciono. Io sono abituato ad assumermi la responsabilità di quello che faccio e se vengo accusato ingiustamente di qualcosa non vedo l’ora di dimostrare che non ho colpe. Che poi se interverrà la prescrizione rimarrà sempre un alone di sospetto e io credo che tutti vogliano vivere sereni sapendo di aver contribuito alla giustizia». Non cerca colpevoli Tiziano Luconi, non vuole puntare il dito per forza contro qualcuno da ritenere responsabile della morte di Mattia ma vuole, comunque, che la giustizia segua il suo corso.

I perché insoluti

«A me non interessano nomi e risarcimenti – conclude Tiziano Luconi – niente e nessuno riporterà in vita il mio “gnometto” però voglio sapere perché è morto Mattia. Voglio sapere se ci sono stati degli errori e delle negligenze e se sì quali. Quindi non nascondetevi dietro la burocrazia e a tutti i cavilli che possono rimandare quella giustizia che, tutti insieme, dobbiamo cercare». Il timore, infatti, tra continui spostamenti del procedimento, è che si faccia la fine dell’alluvione del 2014 con il processo ancora in corso.




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