Riparte al Senato il cammino dei Lep. I paletti di enti locali e sindacati anche in Calabria
Riprende in commissione Affari costituzionali al Senato l’esame del disegno di legge sui livelli essenziali delle prestazioni (Lep). Si tratta del provvedimento di delega al governo per la loro determinazione, nell’ambito dell’attuazione dell’articolo 117 della Costituzione e dell’istituzione dell’autonomia differenziata. Da domani il ddl sarà al centro dei lavori, dopo le audizioni svolte nelle ultime settimane.
La Calabria osserva con attenzione il cammino del ddl, tenendo bene a mente i recenti alert dell’Ufficio parlamentare di bilancio sul trasferimento, ad esempio, di materie sanitarie alle Regioni che hanno già firmato pre-intese con il governo. Ma non c’è solo questo aspetto. La Svimez in una sua memoria ha invitato a disancorare la determinazione dei Lep dall’attuazione dell’autonomia differenziata. Il ragionamento è che i Lep sono «strumento di garanzia dei diritti civili e sociali da assicurare uniformemente su tutto il territorio», in maniera quindi «indipendente dall’attivazione di eventuali meccanismi di differenziazione delle competenze regionali». Non sono dunque uno «strumento funzionale al regionalismo differenziato, ma uno strumento ordinario di garanzia dell’eguaglianza sostanziale dei diritti civili e sociali». La Svimez ha invece ritenuto positivo il principio della contestualità, previsto dal ddl, tra la determinazione dei Lep e la definizione dei costi e fabbisogni standard.
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