Rinvio a giudizio per i quattro manager coinvolti nel processo per il buco nei conti di EGEA
ASTI – Udienza preliminare davanti al Gup questa mattina, 19 marzo, al tribunale di Asti, nell’ambito del processo sul crack di EGEA. Società multiservizi di Alba (CN), EGEA aveva accumulato debiti che nel 2023 erano arrivati a sfiorare gli 800 milioni di euro: le perdite erano crescenti dal 2017, ma per anni i conti sarebbero stati gonfiati per mascherarle. Quattro gli ex manager accusati di false comunicazioni sociali e presunti illeciti contabili nei bilanci approvati tra il 2017 e il 2021. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Pierpaolo Carini, ex amministratore delegato dell’azienda, e di altri tre dirigenti: Daniele Bertolotti, Valter Bruno e Giuseppe Zanca.
Nel corso dell’udienza di oggi sono state depositate dieci richieste di costituzione di parte civile, tra cui quella del Comune di Alba: «Alba è il socio pubblico di riferimento. Pur detenendo una quota di minoranza, la nostra partecipazione ha avuto un impatto sulla gestione del bilancio comunale e sulla situazione patrimoniale dell’Ente. A questo si aggiunge una valutazione di natura politica e di opportunità: EGEA ha utilizzato Alba e il suo prestigio per sostenere il proprio percorso di crescita. Allo stesso tempo, le criticità legate alla gestione societaria non hanno giovato all’immagine della città e del suo sistema imprenditoriale. Va inoltre considerato che molte imprese e cittadini hanno purtroppo subito un danno anche economico a seguito delle difficoltà societarie: un elemento che rende ancora più necessario l’accertamento delle responsabilità. Per queste ragioni abbiamo deciso di partecipare al processo costituendoci parte civile, una decisione già condivisa con gli altri soci pubblici, al fine di contribuire a fare piena luce su quanto accaduto e di tutelare l’Ente anche sotto il profilo di un eventuale risarcimento» ha detto il sindaco della città, Alberto Gatto.
Le difese degli imputati, alla luce della mole di materiale presentato, hanno richiesto un termine per esaminare la documentazione e formulare eventuali repliche. Il giudice ha quindi disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 11 giugno, quando si discuterà dell’ammissione delle costituzioni di parte civile.
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