Rinnovabili e tecnologie green per favorire la sovranità energetica dell’Ue
La transizione energetica sta contribuendo a trasformare i modelli produttivi, i servizi e le abitudini di consumo. La crescita dell’uso delle rinnovabili in Europa non ha implicazioni solo sul piano ambientale e della sostenibilità, favorendo la decarbonizzazione della società in diversi settori, dall’industria ai trasporti; ma risponde anche alle esigenza di sicurezza, autonomia strategica e di competitività dell’Ue. Un tema che sta plasmando le politiche, le priorità industriali e le decisioni di investimento.
Infrastrutture e tecnologie green
“La dipendenza dell’Europa dall’energia importata rimane elevata, con oltre il 60% dei consumi finali di energia ancora proveniente dall’estero, con un trend crescente per l’import di gas naturale liquefatto, di gran lunga più costoso tra i vettori energetici disponibili. Questo continua a esporre l’Europa alla volatilità dei prezzi e ai rischi geopolitici, rafforzando la necessità di sistemi che consentano di divenire indipendenti da paesi che, nella maggior parte dei casi, sono sintomatici di instabilità”, spiega Umberto Tamburrino, Managing Partner di Sosteneo (parte di Generali Investments). Per il Vecchio Continente, il percorso più credibile per raggiungere la sovranità energetica è accelerare lo sviluppo delle fonti green e delle tecnologie connesse, considerata la sua disponibilità di fonti rinnovabili e i limiti di quella relativa ai combustibili fossili.
Questo trend che si riflette nel bisogno di infrastrutture verdi si traduce in nuove opportunità per gli investitori privati. “Le stime europee indicano la necessità di mobilitare capitali per circa 1.000 miliardi di euro l’anno fino al 2050 per decarbonizzare il sistema energetico garantendo sicurezza e prezzi accessibili. Di questi, 220 miliardi annui solo nel settore elettrico – circa il 50% in più rispetto agli investimenti attuali. L’Europa, a differenza di altri paesi, è obbligata a spingere maggiormente sulla strada dell’indipendenza energetica e quindi catturerà una gran parte di questi flussi d’investimento”, ragiona Tamburrino.
Data center e IA
Anche lo sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale rientra in questa tendenza: i modelli di IA hanno bisogno di infrastrutture fisiche specifiche, che forniscono la potenza di calcolo e lo spazio di archiviazione necessari per farli funzionare. Si tratta dei data center: è ormai in atto una corsa per la costruzione di nuovi centri e per l’espansione della capacità installata, con un impatto sulla domanda energetica. In particolare, nell’Ue la Commissione ha definito il target di triplicare la capacità dei data center in 5-7 anni. Questa esigenza rappresenta una sfida per il settore energetico, considerati i limiti del sistema elettrico, i tempi di attesa per ottenere la connessione alla rete e i consumi.
“Un data center tradizionale richiede generalmente una capacità compresa tra 10 e 25 MW, mentre un ‘hyperscaler’ dedicato all’intelligenza artificiale può superare i 100 MW. Secondo l’International Energy Agency, le nuove strutture attualmente in fase di sviluppo potrebbero arrivare a richiedere fino a 20 volte la capacità oggi installata – fa notare il Managing Partner di Sosteneo – Le limitazioni nelle connessioni alla rete e l’incapacità del sistema elettrico di fornire capacità così elevate di energia a un singolo utente rappresentano quindi un vincolo significativo allo sviluppo dei data center. Al contempo, queste criticità creano nuove opportunità di investimento per operatori specializzati, capaci di intervenire con soluzioni infrastrutturali dedicate, molto spesso grazie alla disponibilità di connessioni ridondanti nel proprio portafoglio di assets”.
Più nel dettaglio, l’esperto ricorda che secondo Eurelectric, la domanda di energia dei data center in Europa potrebbe raggiungere i 150 TWh entro il 2030, con un incremento di oltre il 150% rispetto ai livelli attuali: “Sosteneo sta attivamente posizionandosi per intercettare questo trend di mercato, valutando progetti finalizzati a fornire energia direttamente ai data center attraverso soluzioni ‘off-grid’. Tali modelli prevedono la produzione e la distribuzione di energia direttamente all’utente finale, senza transitare dalla rete elettrica tradizionale, contribuendo a superare le limitazioni delle infrastrutture attuali”
Investimenti nelle infrastrutture sostenibili
Il comparto della transizione energetica presenta diverse opportunità di investimento, evidenzia Tamburrino. “In termini di rendimento ponderato per il rischio, le infrastrutture che aumentano la flessibilità del sistema elettrico come lo stoccaggio di energia offrono, a nostro avviso, le migliori opportunità, in questo scenario di mercato. I sistemi di accumulo a batteria (Bess) rappresentano una delle principali convinzioni di investimento di Sosteneo, visto il loro ruolo indispensabile per integrare l’energia pulita nella rete. Questo si applica sia su impianti co-locati, che combinano generazione rinnovabile e stoccaggio, che per impianti di stoccaggio standalone”.
E aggiunge: “Siamo inoltre molto attenti a ricercare le poche opportunità disponibili per investire in progetti di potenziamento della rete di trasmissione (ad esempio in Gran Bretagna), sempre più essenziali per un’integrazione efficiente dell’energia. Infine, stiamo valutando opportunità nel biometano e nei processi di bioraffinazione per la produzione di carburanti sostenibili che a nostro avviso offrono rendimenti elevati e bassa volatilità, in linea con il nostro mandato”.
In particolare, per quanto riguarda i Bess, Tamburrino osserva l’importanza di queste tecnologie in un contesto di crescita delle fonti rinnovabili intermittenti, in particolare eolico e solare, e della sfida di gestire la variabilità dell’offerta. “La rete elettrica richiede maggiore flessibilità e capacità di integrazione. I sistemi di accumulo a batterie forniscono un supporto dinamico, garantendo la disponibilità di energia quando le risorse intermittenti non si adattano a soddisfare la domanda. Inoltre, i Bess consentono in parallelo di svolgere altri importantissime funzioni di supporto della stabilità della rete, tra cui la regolazione della frequenza. In sostanza, le batterie per lo stoccaggio di energia contribuiscono al passaggio da un modello di pianificazione centralizzata, statica e guidata dall’offerta, a uno basato su generazione di energia decentralizzata e dinamica dove la flessibilità è un fattore indispensabile per il corretto funzionamento del sistema”.
Oltre alle opportunità, gli investitori devono valutare anche i rischi legati a questo trend, dall’andamento dei prezzi dell’energia ai contesti normativi dei Paesi in cui operano le infrastrutture. Su questo punto, Tamburrino precisa che Sosteneo investe in progetti in grado di generare flussi di cassa stabili e prevedibili. “Questo approccio, coerente con una visione tradizionale degli investimenti infrastrutturali, consente di ridurre significativamente il rischio finanziario per l’investitore finale. In particolare, permette il recupero progressivo del capitale investito nel corso della vita dell’investimento attraverso la distribuzione dei flussi di cassa, limitando la dipendenza da un capital gain finale, per sua natura più incerto e fortemente influenzato dalle condizioni di mercato al momento della dismissione dell’asset”.
Il Managing Partner sottolinea che questo tipo di strategie di investimento sono meno esposte al rischio di mercato, in particolare all’andamento dei prezzi dell’energia. “Tale rischio è infatti ampiamente mitigato attraverso la stipula di contratti di lungo termine che stabilizzano e fissano i ricavi dei progetti (‘tolling agreements’)”. E aggiunge: “Un ulteriore fattore di rischio rilevante riguarda il contesto normativo e regolamentare dei Paesi in cui sono localizzati gli asset. Per questo motivo, Sosteneo concentra i propri investimenti esclusivamente in Paesi europei appartenenti all’area Ocse, caratterizzati da un quadro giuridico e regolamentare trasparente e ben definito”.

I progetti di Sosteneo
Come gestore specializzato, la società contribuisce a indirizzare capitali privati verso progetti infrastrutturali che rispondono alle esigenze del sistema energetico, quali sicurezza dell’approvvigionamento, flessibilità, resilienza della rete e integrazione delle fonti rinnovabili.
“Il valore aggiunto di Sosteneo risiede nella capacità di apportare le sue esperienze industriali e finanziarie per selezionare i progetti più attraenti da un punto di vista di rischio-rendimento, e gestirli in modo attivo durante le fasi di costruzione e operatività al fine di creare valore aggiunto per gli investitori oltre che una remunerazione del capitale investito stabile nel lungo periodo”, spiega Tamburrino, sottolineando che la società “continuerà a focalizzarsi su infrastrutture pronte alla costruzione, e quindi prive di rischio sviluppo, nei Paesi Europei Ocse, investendo in asset fisici capaci di contrattualizzare ricavi per lunghi periodi (tipicamente 15 anni) e di offrire rendimenti stabili con una forte componente della performance proveniente dalla distribuzione dei flussi di cassa”.
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