Rimini competente e strutturata per essere riferimento della Romagna

La riorganizzazione della giustizia tributaria passa anche daRimini. Il piano di revisione delle Corti di giustizia tributaria di primo grado, predisposto dal Ministero dell’Economia, prevede infatti la soppressione di 22 sedi su 103 a livello nazionale. Tra queste c’è anche Rimini, le cui cause verrebbero trasferite alla sede di Forlì. Il progetto è ora all’esame del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, l’organo di autogoverno della magistratura tributaria, chiamato a esprimere un parere entro marzo. La richiesta è arrivata con una comunicazione del viceministrodell’Economia Maurizio Leo. Se l’iter seguirà il calendario previsto, il provvedimento potrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro l’estate.
Alla base della riforma c’è un criterio numerico preciso. Il Consiglio di presidenza ha individuato in circa 280 ricorsi annui il flusso medio necessario per giustificare l’esistenza di una sezione autonoma di primo grado. Le sedi che non raggiungono questo livello di attività vengono considerate sottodimensionate e quindi accorpabili. In Emilia-Romagna il piano prevede la chiusura delle Corti di Ferrara, Piacenza e Rimini. I procedimenti di Ferrara confluiranno a Bologna, quelli di Piacenza a Parma, mentre le controversie fiscali attualmente trattate a Rimini saranno assegnate a Forlì.
Su tale piano di accorpamenti è intervenuta la presidente, Carla Fazzini, che ha inviato una nota al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria sottolineando come “La Corte di Rimini ha attraversato una fase di profondo impegno organizzativo, orientato al miglioramento dell’efficienza e alla riduzione delle pendenze. I risultati conseguiti testimoniano un percorso virtuoso, caratterizzato allo stato attuale da equilibrio tra sopravvenienze e definizioni, progressivo smaltimento dell’arretrato e pieno rispetto degli obiettivi programmati. Tale andamento non è frutto di contingenze, ma di una profonda riorganizzazione del lavoro e di una collaborazione istituzionale consolidata tra giudici tributari e personale amministrativo”.
“La sede dispone, inoltre, di un apparato amministrativo competente e strutturato – aggiunge la presidente – in grado di sostenere carichi di lavoro anche superiori a quelli attuali. L’esperienza maturata e il livello di autonomia operativa raggiunto consentirebbero non solo di mantenere gli standard conseguiti, ma anche di affrontare eventuali ampliamenti di competenza territoriale. In questa prospettiva, la Corte di Rimini potrebbe rappresentare un punto di riferimento organizzativo per l’area romagnola, valutando, se del caso, soluzioni di accorpamento che la vedano quale sede accorpante e non accorpata. Rimini costituisce un territorio economicamente dinamico, con una significativa presenza imprenditoriale e professionale, che genera un contenzioso tributario non marginale. La soppressione della sede determinerebbe inevitabili ricadute sulla prossimità del servizio giustizia, con aggravio per contribuenti e professionisti, oltre alla dispersione di un presidio giudiziario che ha dimostrato efficienza e capacità di adattamento nel delicato processo di riforma della giustizia tributaria”.
“La riorganizzazione territoriale rappresenta certamente un passaggio delicato e complesso, che richiede scelte ponderate e coerenti con i principi di efficienza, economicità e buon andamento dell’amministrazione. Proprio in questa ottica, appare opportuno valorizzare le realtà che hanno dimostrato solidità organizzativa e capacità di gestione, evitando soluzioni che possano indebolire presìdi funzionanti. Confidando nella sensibilità istituzionale del Consiglio, si auspica che la posizione della sede di Rimini possa essere oggetto di attenta valutazione, nella consapevolezza che la continuità e il rafforzamento di strutture efficienti costituiscono un investimento nell’interesse complessivo del sistema della giustizia tributaria”.
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