Rilevata la posizione della portaerei Charles de Gaulle: ecco cosa è successo
Un episodio a dir poco sconcertante quello riportato dal quotidiano Le Monde. L’innocente utilizzo di un’app di fitness avrebbe potuto costare caro alla marina francese, che attualmente si trova nel Mar Mediterraneo in missione difensiva.
La grande portaerei Charles de Gaulle si è mossa dopo lo scoppio della guerra in Iran. Dallo scorso 9 marzo naviga nelle acque del Mediterraneo orientale insieme anche ad alcune fregate. Tutto questo per monitorare la situazione ed essere di sostegno agli alleati. Si tratta di una posizione molto delicata, oltre che di grandissimo rischio. Eppure, sarebbe bastata un’applicazione a rendere l’ammiraglia francese vulnerabile, trasmettendo la sua esatta posizione.
La mattina dello scorso 13 marzo, un membro della marina ha cominciato la sua sessione di allenamento servendosi della app Strava. L’ufficiale ha corso per un totale di 7 chilometri, una sessione che ha richiesto circa 35 minuti. Il percorso da seguire era dato proprio dall’applicazione, molto nota fra i runner.
Peccato che la sua posizione è stata trasmessa sul suo profilo pubblico presente nella app di fitness Strava, e la Charles de Gaulle è stata facilmente localizzata, come poi dimostrato anche dalle immagini fornite da satellite. Non solo. Tornando indietro con i dati registrati da Streva è possibile ricostruire tutto il percorso della portaerei, che prima di arrivare nel Mediterraneo si trovava a Copenaghen, in Danimarca, e poi a Malmö, in Svezia.
Insomma, non proprio una bella notizia per la marina francese. Soprattutto in giorni incandescenti come questi.
Interrogate sulla questione, le Forze Armate francesi hanno fatto sapere che tutti i membri della marina conoscono i rischi legati all’utilizzo delle app, così come il regolamento. In caso di conferma della notizia saranno presi doverosi provvedimenti.
Non si tratta della prima volta che l’app Strava rivela la posizione del personale militare.
È accaduto anche in Iraq, Siria e Afghanistan, e in quel caso a mettersi in una condizione di rischio furono i soldati statunitensi e italiani. Un eventuale nemico avrebbe potuto sfruttare quelle informazioni per attaccare le basi.
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