Rigassificatore di Gioia Tauro, gruppi (anche americani) interessati al progetto
«C’è l’interesse di gruppi nazionali e americani ad acquisire il progetto di Iren e Sorgenia». Parla anche del rigassificatore di Gioia Tauro e della collegata piastra del freddo, suo ormai storico “pallino”, il governatore Occhiuto nelle linee programmatiche votate giovedì scorso dal Consiglio regionale. Fa il punto e si spinge in una previsione il presidente della Regione: «Sono convinto che il rigassificatore si farà in questa legislatura, abbiamo interlocuzione continue con il Governo».
Un orizzonte di cinque anni, dunque. D’altronde, si parte tutt’altro che da zero: c’è un progetto dal 2005, rivisto e rilanciato nel 2015 con il coinvolgimento di Lng Medgas Terminal, società partecipata da Iren e Sorgenia; e c’è il “piano B” con la nota ipotesi della nave rigassificatrice legata al Polo Dri per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. «Si farà», ripete Occhiuto e rilancia: «La Calabria avrà anche la piastra del freddo, creando nell’area di Gioia Tauro un grande distretto dell’agroindustria».
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