Riforma della disabilità, dal 1 marzo sperimentazione Epaca-Coldiretti in tutta la provincia | isNews
Il vecchio concetto di invalidità messo da parte in favore di un nuovo percorso. Cosa cambia con il certificato medico
CAMPOBASSO. Agricoltura, dal 1 marzo la Riforma della disabilità (attuativa del D. lgs 62/2024) entrerà in una nuova fase cruciale, estendendosi ad altre 40 province italiane, tra cui Campobasso.
A comunicarlo è l’Epaca-Coldiretti provinciale di Campobasso, sottolineando che, “mentre il nuovo sistema diventerà lo standard nazionale dal 1° gennaio 2027, la provincia di Campobasso (dopo quella di Isernia, in cui la sperimentazione è stata attivata lo scorso ottobre) si appresta a vivere, con un anno di anticipo, una trasformazione radicale nel rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione”.
“A breve – spiega il responsabile regionale dell’Epaca-Coldiretti Campobasso, Leonardo Buonsignore – dovremo dire addio al vecchio concetto di invalidità, in quanto la Riforma punta a superare la visione della disabilità intesa esclusivamente come menomazione psico-fisica. Il fulcro del cambiamento – aggiunge Buonsignore – è la valutazione multidimensionale, grazie alla quale il giudizio medico-legale non sarà più solo clinico ma terrà conto anche dell’aspetto socio-sanitario, per definire veri e propri progetti di vita”.
L’obiettivo è dunque quello di non limitarsi all’erogazione di un sussidio economico ma costruire un piano personalizzato basato sui desideri, sulle necessità sociali e sull’autonomia della persona; tale certificazione sarà, infatti, condivisa con gli ambiti sociali territoriali per garantire una reale inclusione.
“Riguardo alle novità tecniche – annuncia il responsabile Epaca di Campobasso – sarà attuato un iter più veloce che consentirà la conclusione dello stesso entro 90 giorni”. Tra le principali novità vi sono: la valutazione unica, grazie alla quale la Commissione Medica (CML) effettuerà un’unica analisi per invalidità civile, cecità, Legge 104, indennità di accompagnamento e Legge 68; il questionario Whodas, uno strumento standardizzato per misurare il grado di autonomia della persona, che sarà somministrato durante la visita; la semplificazione burocratica che sostituirà il ‘doppio canale’ Asrem-Inps. A tal proposito va detto che le commissioni Asrem tratteranno solo le domande inoltrate entro il 28 febbraio, per poi essere sciolte.
In questo nuovo iter si evidenzia, tuttavia, una criticità. “Nonostante le semplificazioni – spiega ancora Buonsignore – emerge un aspetto che preoccupa gli addetti ai lavori: l’apparente esclusione dei patronati nella fase iniziale. Difatti, dal 1° marzo di quest’anno il certificato emesso dal medico varrà direttamente come inoltro della domanda, ma questo meccanismo nasconde un’insidia: molti cittadini potrebbero pensare di aver concluso l’iter, ignorando che per ottenere il beneficio di legge nonché l’effettivo pagamento della prestazione è indispensabile procedere alla fase concessoria (modello AP70). Senza l’inserimento dell’Iban e dei dati reddituali, operazioni che richiedono il supporto del patronato, l’Inps non potrà infatti erogare alcuna somma, anche in presenza di un’invalidità riconosciuta; una scelta del legislatore che appare penalizzante per le fasce più fragili della popolazione, specie in una realtà come quella molisana, dove il supporto digitale e normativo dei patronati è fondamentale per superare le difficoltà burocratiche”.
Per questo l’appello che l’Epaca-Coldiretti rivolge ai cittadini è di non fermarsi dopo l’invio del certificato medico ma recarsi presso gli uffici del patronato per ricevere l’assistenza amministrativa e digitale necessaria al completamento dell’intero iter. Il patronato Epaca-Coldiretti, presente capillarmente sul territorio, mette a disposizione ogni giorno professionalità e competenze per accorciare le distanze tra Pubblica amministrazione e utenza affinché nessun diritto resti solo sulla carta.
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