Molise

Riforma del sociale, parte la sfida dell’Ats Alto Molise: ‘sì’ del Consiglio di Isernia | isNews

L’assise di Palazzo San Francesco ha approvato questa sera il Piano di Zona e la relativa convenzione. Enzo Grande designato coordinatore d’Ambito che comprende anche i Comuni afferenti agli ex Ats di Agnone e Venafro


ISERNIA. Riforma del sociale: via libera unanime del Consiglio comunale di Isernia al Piano Sociale di Zona 2026-2028, documento che definisce la programmazione e l’organizzazione dei servizi sociali e socio-sanitari sul territorio per il prossimo triennio e alla relativa convenzione. Definita, con questo passaggio in Aula, la costituzione dell’Ats Alto Molise.

Un iter lungo e complesso quello che ha portato alla riorganizzazione degli Ambiti che, in Molise, sono passati da 7 a 3. Il nuovo assetto, definito dalla Regione, ha previsto l’istituzione dell’Ambito Alto Molise che comprende i comuni afferenti agli ex Ats di Isernia, Venafro e Agnone con Isernia capofila e il sindaco Piero Castrataro presidente del comitato dell’Ambito. Coordinatore d’ambito è stato designato Enzo Grande, a cui è andato il plauso dell’Aula per il lavoro svolto in questi anni, con grande competenza, professionalità e umanità.

Una riorganizzazione che però, come noto è stata contestata, con la presentazione del ricorso al Tar da parte di sei dei Comuni capofila degli ex Ambiti (Campobasso, Isernia, Larino, Agnone, Riccia e Venafro) contro la delibera di Giunta regionale n.34 del 3 giugno 2025 che ha approvato il Piano sociale regionale e il Piano sociale di contrasto alle povertà.

“Ho firmato il ricorso – ha ribadito il sindaco Castrataro – perché non ho condiviso i tempi stretti con cui è stata attuata la riorganizzazione. Allo stesso tempo non potevamo non seguire quanto previsto dalla legge regionale. In questi mesi è stato costituto il nuovo Ats. Ringrazio il dottor Enzo Grande, il segretario generale Francesca Basta e tutti i sindaci della provincia di Isernia perché pur essendoci state differenze di vedute, alla fine si è compresa la necessità di garantire i servizi sociali. E non possono esserci ritardi, perché si tratta dell’essenza di quanto la politica deve fare sui territori. Parte oggi una grande sfida. Che non sarà semplice perché le fragilità sul nostro territorio sono tante, soprattutto perché abbiamo una popolazione anziana e tante esigenze diverse dovute anche a una densità abitativa peculiare in alcune aree”.

Si è aperta la discussione in Aula con i rappresentanti delle opposizioni del centrodestra che hanno evidenziato la bontà della riforma, e quelli di maggioranza di centrosinistra – in particolare Marco Amendola del Pd –  che hanno ribadito i motivi per cui a loro avviso non era necessaria.

Alla fine il piano e la relativa convenzione sono stati approvati all’unanimità, perché come ha sottolineato Grande nel suo intervento, è un po’ come accade durante i Mondiali di calcio: i giocatori lasciano da parte le maglie delle proprie squadre per indossare quella della Nazionale. Allo stesso modo, quando si parla di sociale è importante mettere da parte le appartenenze politiche per remare tutti nella stessa direzione. “Il sociale – ha detto – è la nostra Nazionale”.


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