Umbria

Riforma che non serve ai cittadini, serve a chi pensa di non dover essere giudicato


Il Teatro Pavone di Perugia si è trasformato in una roccaforte del “No”. Un fortino dal quale Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, ha portato nel cuore dell’Umbria la campagna referendaria contro la riforma costituzionale sulla giustizia, in vista del voto del 22 e 23 marzo. Accolta dall’ovazione di una platea gremita di militanti e sostenitori, la leader dem ha sparato a zero sul testo voluto dal governo di centrodestra, definendolo una legge “inutile per i cittadini” e “pericolosa per la democrazia”.

“Questa riforma costituzionale non migliora la giustizia per i cittadini”, ha esordito Schlein davanti al pubblico, citando a sorpresa lo stesso ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Non rende più veloci i processi, non aumenta il personale che manca nei tribunali, non stabilizza dodicimila precari della giustizia. Quindi non è una riforma che migliora la giustizia per i cittadini”.

Un attacco frontale che ha subito spostato il tiro sul piano politico, rispondendo a una domanda retorica: “A chi serve e a cosa serve questa riforma?”. La risposta è arrivata secca: “Serve a un governo che pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba essere giudicato”.

Schlein ha poi riportato il dibattito sui principi fondamentali, difendendo l’autonomia della magistratura non come privilegio di casta, ma come baluardo per i più fragili. “Noi pensiamo che la democrazia passi anche da qui, dal fatto che la Costituzione stabilisce che ogni potere deve incontrare limiti a tutela dei cittadini. L’indipendenza della magistratura non tutela i magistrati – ha scandito – ma tutti quei cittadini che non hanno né soldi né potere per far valere i propri diritti”.

Nel suo intervento, la segretaria dem ha riservato una stoccata anche al metodo con cui la riforma è stata approvata, definendolo un unicum nella storia repubblicana. “Cambia sette articoli della Costituzione senza che sia stato accettato alcun emendamento in Parlamento – ha denunciato –. Una prima volta assoluta. Nessuna riforma costituzionale era mai passata blindata dal Governo dentro al Parlamento”.

Schlein ha poi allargato il tiro alle politiche generali dell’esecutivo, tracciando una linea di contrapposizione netta: “La priorità per questo governo è mettere i giudici sotto il controllo dell’esecutivo, mentre si blocca il salario minimo per i lavoratori, si tagliano la sanità e la scuola pubblica”.

Chiudendo il suo comizio, Elly Schlein ha lanciato un appello accorato al voto, ben consapevole del rischio astensionismo che aleggia sempre sugli appuntamenti referendari. “Qui non c’è il quorum, vince chi mobilita una persona di più. Ogni voto può fare la differenza”. Da qui l’invito finale: “Informarsi nel merito e andare a votare No”.


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