Rifiuti, Teramo traccia la rotta: insieme verso un polo pubblico provinciale
Istituzioni e gestori convergono su un modello integrato. L’allarme di Gerardini sui tempi regionali, la sfida di D’Alberto: “TeAm pronta a guidarlo”
TERAMO – Una sala, molte voci, una sola direzione. Si è concluso con una convergenza programmatica netta il vertice strategico sul Piano dei rifiuti, la riforma degli Ambiti e la gestione integrata, ospitato presso la Biblioteca ‘Delfico’ di Teramo e promosso da Teramo Ambiente SpA e dal Comune di Teramo. Per la prima volta attorno allo stesso tavolo i principali attori della filiera provinciale: istituzioni locali, Autorità d’Ambito regionale, operatori e tecnici del settore, uniti dall’obiettivo di superare la frammentazione gestionale in favore di un modello integrato e pubblico.
Ad aprire i lavori è stato il delegato regionale ai rifiuti Nicola Campitelli, che ha annunciato il varo del Piano regionale entro aprile 2027. A seguire, il direttore generale di AGIR Abruzzo Luca Zaccagnini ha fotografato la criticità strutturale: oltre trenta gestori attivi in regione, squilibri marcati nelle percentuali di raccolta differenziata e un’urgente necessità di razionalizzazione.
È stato però l’ex dirigente regionale Franco Gerardini a sollevare il nodo politico più delicato. «L’obiettivo è eliminare la frammentazione istituzionale e sensibilizzare le imprese verso l’associazionismo» ha detto, aggiungendo un avvertimento preciso: “La scadenza regionale fissata ad aprile 2027 non si sposa con l’esigenza dei territori di avere tempi brevi. Sarebbe opportuno approvare prima un piano d’ambito provinciale che possa poi uniformarsi a quello regionale“.
Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha rivendicato il ruolo guida del capoluogo con parole nette: “Il Comune e Teramo Ambiente hanno già dettato la linea. Siamo pronti a guidare un polo pubblico unico provinciale che metta al centro l’interesse collettivo, superando una stasi legislativa che dura da tredici anni“.
Il confronto ha assunto una dimensione operativa concreta con gli interventi delle realtà del territorio. L’amministratore del MoTe, Ivan Di Cesare, ha indicato l’aggregazione come “l’unica via d’uscita dalla crisi e una necessità industriale per generare economie di scala“. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Della Croce di Poliservice, che ha annunciato la volontà di contribuire al progetto portando in dote “l’eccellenza gestionale e l’identità storica della Val Vibrata“.
A chiudere il confronto è stato il presidente di Teramo Ambiente, Sergio Saccomandi, che ha intrecciato il progetto del gestore unico con il trentennale dell’azienda nel 2026: “Il confronto di oggi dimostra che il gestore unico è un modello non solo dettato dalla norma, ma dal buon senso. Mettiamo a disposizione di tutta la provincia il nostro know-how, a partire dall’esperienza della raccolta puntuale. Siamo pronti a trasformare la nostra competenza in un patrimonio comune per raggiungere l’obiettivo di un ambito unico“.
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