Umbria

Rifiuti, Regione punta a estendere la tariffa puntuale su tutto il territorio


La tariffa puntuale è il sistema di pagamento dei rifiuti che lega una parte del costo del servizio alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotta. In pratica chi differenzia di più e riduce il residuo paga meno, mentre chi produce più rifiuti non riciclabili paga di più. È su questo principio, spesso riassunto nell’espressione “chi inquina paga”, che si basa una delle novità centrali del disegno di legge sull’economia circolare preadottato dalla giunta regionale.

Il ddl Il provvedimento, deliberato su proposta dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, si intitola “Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell’economia circolare e della bonifica delle aree inquinate” e sostituisce la legge regionale del 2009. La preadozione – spiega Palazzo Donini in una nota – apre ora una fase di confronto con cittadini, associazioni, imprese e altri soggetti interessati, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il testo prima dell’approvazione definitiva.

RIFIUTI, UN 2026 CON TANTI FRONTI APERTI IN UMBRIA

Cambio di impostazione L’impianto della nuova normativa punta a un cambio di impostazione nella gestione dei rifiuti. «Con questo atto – scrive De Luca – l’Umbria smette di considerare i rifiuti come qualcosa di cui disfarsi il prima possibile e comincia a trattarli come una risorsa da cui estrarre valore per la comunità». L’assessore sottolinea poi il passaggio da un modello lineare a uno circolare, in cui prevenzione, riutilizzo e riciclo hanno priorità rispetto allo smaltimento.

Gli obiettivi Il disegno di legge fissa obiettivi progressivi e di lungo periodo. La Regione punta ad aumentare in modo costante la raccolta differenziata (75 per cento entro il 2028, 80 entro il 2030 e 85 entro il 2035), a migliorare il riciclo reale dei materiali (60 per cento di recupero di materia entro il 2028 e 70 nel 20235) e a ridurre drasticamente il ricorso alle discariche (10 per cento entro il 2035). Parallelamente è previsto un forte calo del rifiuto urbano residuo prodotto da ciascun abitante, con traguardi intermedi già nel prossimo decennio. L’obiettivo finale è limitare la quota di rifiuti non recuperabili a una percentuale minima.

Incentivi e penalità Per sostenere questi risultati, oltre all’estensione della tariffazione puntuale su tutto il territorio regionale, la legge introduce un sistema di incentivi e penalizzazioni per i Comuni, legato al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale. In questo modo la responsabilità del miglioramento delle performance ambientali viene condivisa tra amministrazioni locali, cittadini e imprese.

Conferme e novità Il testo conferma inoltre l’Umbria come unico ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti, superando le frammentazioni locali e puntando su autosufficienza e prossimità degli impianti. Tra le novità c’è la previsione delle Comunità dell’economia circolare, pensate per favorire la collaborazione tra imprese e il riutilizzo degli scarti produttivi come materie prime. Viene istituito anche un Fondo regionale per l’ambiente, destinato a finanziare attività di prevenzione, informazione, educazione ambientale e interventi di bonifica.

Gli strumenti Ampio spazio è dedicato alla tutela del suolo e alla gestione dei siti contaminati. Il disegno di legge prevede una banca dati regionale interoperabile dei siti inquinati e l’adozione di un Atlante dei valori di fondo naturale, strumenti pensati per rendere più chiari, rapidi e trasparenti i procedimenti di bonifica. Infine, il provvedimento rafforza il ruolo della partecipazione pubblica: sono previste infatti la Consulta regionale per la transizione ecologica e il potenziamento dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, con l’obiettivo di garantire controllo, informazione e coinvolgimento dei cittadini nelle scelte ambientali della Regione.

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