Rifiuti elettronici, l’Umbria in linea con l’Italia, ma provincia Terni cala la raccolta
di M.T.
Nel 2024 l’Italia ha avviato a corretto trattamento quasi 541mila tonnellate di rifiuti elettronici, con un incremento complessivo del 5,9 per cento rispetto all’anno precedente trainato soprattutto dai Raee di origine professionale (+18,4 per cento), mentre quelli domestici hanno segnato un aumento più contenuto (+1 per cento). Nonostante i volumi crescenti, la quota di raccolta nazionale si è attestata al 29,6 per cento, in calo rispetto al 30,2 per cento del 2023 e ben lontana dall’obiettivo del 65 per cento richiesto dal quadro normativo europeo recepito in Italia. Questo risultato riflette un trend nazionale di progressivo allontanamento dai target di raccolta europei, evidenziando l’urgenza di strategie più incisive per favorire la raccolta e la circolarità dei materiali contenuti nei Raee.
Anche in Umbria il percorso verso un sistema di raccolta dei rifiuti elettronici più efficiente è in corso, con risultati che seppur modesti mostrano segnali di stabilizzazione e, in alcune componenti, di progresso. Secondo il Rapporto regionale Raee 2024 elaborato dal Centro di coordinamento, in Umbria sono state avviate a riciclo 5.136 tonnellate di Raee, un volume lievemente superiore (+0,3 per cento) a quello del 2023.
In termini pro capite, il dato umbro si è posizionato a 6,02 chilogrammi per abitante, in linea con la media nazionale (6,07 kg/ab) e in crescita dell’1 per cento rispetto all’anno precedente. Questo indicatore colloca l’Umbria in dodicesima posizione nella graduatoria nazionale per performance di raccolta procapite, un leggero avanzamento che tuttavia non compensa la distanza rispetto alle regioni più virtuose del Nord e del Centro, dove i valori procapite superano frequentemente gli 8 chilogrammi annuali.
La differenza territoriale tra le province umbre è evidente: la provincia di Perugia registra una raccolta pro capite di 6,34 kg, con un aumento dello 0,9 per cento e con un ruolo predominante sui quantitativi regionali totali (circa il 79 per cento). Al contrario, la provincia di Terni segna un calo dell’1,8 per cento, scendendo a 5,09 kg per abitante, valore inferiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.
L’analisi per tipologie di rifiuti evidenzia trend analoghi a quelli nazionali: nel 2024, a livello regionale come altrove, si è registrata una contrazione delle apparecchiature televisive e monitor, fenomeno fisiologico dopo la cessazione degli incentivi legati allo switch off digitale e alla sostituzione dei dispositivi. Tuttavia, si sono registrati progressi nella raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), con un aumento del 4,8 per cento, così come nei grandi bianchi (R2), la cui raccolta è cresciuta del 3 per cento. Le sorgenti luminose (R5) hanno anch’esse mostrato un incremento.
Sul fronte dei canali di raccolta, l’Umbria si caratterizza per una forte dipendenza dai centri di raccolta comunali (Cdr), che gestiscono quasi il 90 per cento dei volumi complessivi, mentre la quota raccolta nei luoghi di raggruppamento della distribuzione (Ldr) resta limitata (circa il 10 per cento). Questo profilo è in linea con la media nazionale nei modelli tradizionali di conferimento, ma evidenzia come la regione debba consolidare e ampliare anche i punti di raccolta alternativi, come negozi di elettronica o progetti di micro raccolta diffusa.
In città come Perugia, ad esempio, sono stati avviati progetti locali per aumentare la presenza di contenitori per piccoli Raee: grazie a un bando del Centro di coordinamento Raee, sono stati installati 87 contenitori dedicati in varie zone urbane, compresi tabaccai, scuole e altri esercizi commerciali, per facilitare il conferimento da parte dei cittadini.
L’evoluzione recente dei flussi umbri, confrontata con le performance nazionali, mostra come la regione abbia contenuto meglio di molte altre la perdita di volumi dopo la flessione del 2022, quando la raccolta era diminuita di oltre il 12 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2023 la regione aveva registrato una crescita del 2,7 per cento nella raccolta, segnando una inversione di tendenza rispetto ai due anni di calo.
Nonostante questi segnali, il quadro regionale resta ancora distante dai target europei di raccolta Raee e richiede interventi più strutturati. Le iniziative nazionali, come l’ampliamento dei punti di conferimento e nuovi modelli di raccolta domiciliare uno contro uno, mirano a rendere più capillare e accessibile il sistema di raccolta, ma richiedono l’adesione attiva dei cittadini e dei territori per tradursi in risultati concreti.
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