Sicilia

Riduciamo i disagi con la laparoscopia

Una via d’uscita, una soluzione: l’obesità va affrontata con competenza, specie quando il suo carattere diventa patologico. Biagio Macchiarella è il responsabile dell’unità funzionale di Chirurgia bariatrica della casa di cura Macchiarella di Palermo.

Quali sono le diverse tipologie di intervento?

«La chirurgia bariatrica si esegue quasi esclusivamente attraverso un accesso chirurgico mini-invasivo come la laparoscopia. Esistono diverse procedure chirurgiche: il bendaggio gastrico, il by-pass gastrico (o mini-by-pass gastrico) e la gastrectomia verticale (sleeve gastrectomy). Ognuno di questi interventi incide con diversa efficacia sul calo di peso e pertanto anche sulle co-morbosità».

In base a cosa decidete di ricorrere all’uno o all’altro tipo?

«Dall’accurata valutazione della tipologia di obesità (ginoide/viscerale), del Bmi, l’indice di massa corporea, dalle abitudini alimentari del paziente, e quindi dalla presenza o meno di gravi disturbi del comportamento alimentare, oltre che dalla presenza di patologie associate, come il diabete mellito di tipo 2».

Qual è il risultato atteso?

«Con gli interventi cosiddetti restrittivi – come il bendaggio gastrico o la sleeve gastrectomy – che riducono la capacità volumetrica dello stomaco, l’eccesso di peso cala a 5 anni di circa il 50% con punte anche del 60 -70% per la sleeve gastrectomy, in cui l’asportazione di parte dello stomaco riduce la secrezione di sostanze che stimolano l’appetito. Nel by-pass gastrico, che porta a perdere il 60-70% dell’eccesso di peso, il chirurgo associa a una riduzione del volume dello stomaco un più o meno importante malassorbimento esclusivo per la componente carboidratica e grassa degli alimenti».

Gli effetti benefici?

«Le procedure bariatriche agiscono sulle patologie associate, in cui il calo di peso gioca un ruolo fondamentale. Ad esempio gli effetti curativi della sleeve gastrectomy, del by-pass gastrico e della diversione bilio-pancreatica sul diabete di tipo 2 sono ampiamente dimostrati».

Rischi e complicanze?

«Variano a seconda del tipo di paziente. Lo studio pre-operatorio valuta la severità delle patologie associate e inquadra i pazienti ad alto rischio che grazie a terapie eseguite prima dell’intervento, come la C-Pap nel paziente affetto da sindrome delle apnee notturne o la dieta ipolipidica nel paziente con grave epatomegalia steatosica, riducono il rischio peri-operatorio di complicanze non solo tipo cardio-respiratorio ma anche chirurgico, come le fistole anastomotiche».

È poi necessario un trattamento post-operatorio.

«Certo. E la Casa di Cura Macchiarella dispone di una Unità di Terapia sub-intensiva dove la maggior parte dei pazienti bariatrici viene seguita per il tempo necessario. La sorveglianza post-operatoria riduce l’insorgenza di complicanze di tipo medico e garantisce una terapia immediata qualora si sviluppino».

Oltre alla chirurgia bariatrica di cosa vi occupate?

«Di chirurgia oncologica addominale, come centro oncologico multidisciplinare: all’interno della Casa di Cura, oltre alla radioterapia e alla oncologia medica, è possibile eseguire il trattamento chirurgico e/o endoscopico di un tumore del tratto gastroenterico. Molto spesso nel tumori del colon e soprattutto nel retto è necessario un trattamento di radio-chemioterapia pre-operatoria (neoadiuvante) con l’obiettivo di ridurre le dimensioni della neoplasia e assicurare maggiori possibilità di guarigione. È fondamentale per il paziente oncologico affidarsi a un centro come il nostro».

Tecniche mini-invasive e neoplasie del colon

La chirurgia oncologica addominale, che fino a qualche anno fa veniva eseguita esclusivamente «a cielo aperto», oggi può essere eseguita, soprattutto quando si è in presenza di tumori di piccole dimensioni e non estesi agli organi limitrofi, con tecniche mini-invasive laparoscopiche. Una tecnica che, specie nelle neoplasie del colon, ha dimostrato di essere una valida alternativa rispetto alla chirurgia tradizionale: una serie di passaggi consentono di effettuare in sicurezza l’asportazione della lesione tumorale con tecniche mini invasive. Una tecnica che è pure in grado di garantire un netto miglioramento della qualità della vita, col minor dolore post-operatorio, un miglior risultato estetico dovuto all’assenza di grandi cicatrici e, infine, una netta riduzione della degenza e una convalescenza più rapida.


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