ricorso al TAR del Lazio ritirato
Proteste, striscioni e assemblee di quartiere non si fermano, ma sul piano amministrativo la partita sembra ormai indirizzata.
Nei quadranti di Colle Monfortani, Ponte di Nona e Prato Fiorito cresce la mobilitazione contro il nuovo impianto, mentre arriva una novità che pesa sull’intera vicenda: la società Agricola Salone ha deciso di ritirare il ricorso presentato anni fa al TAR del Lazio.
Una mossa che non rappresenta un ripensamento, ma piuttosto la presa d’atto di un percorso ormai concluso. Nel frattempo, infatti, l’iter autorizzativo si è chiuso con esito favorevole per l’azienda, superando i precedenti dinieghi emersi in sede di Conferenza dei Servizi.
Un progetto ridisegnato negli anni
L’impianto sorgerà lungo la via Prenestina e occuperà una superficie superiore ai 41mila metri quadrati. La struttura sarà destinata in larga parte al trattamento della frazione organica dei rifiuti, con una capacità stimata di circa 75mila tonnellate all’anno.
Si tratta di un progetto che ha attraversato diverse fasi e modifiche dal 2021 a oggi, proprio per adeguarsi alle prescrizioni tecniche richieste dagli enti competenti.
Dopo un primo stop, è arrivato il via libera della Regione Lazio nel 2024, seguito da una pronuncia del TAR nel 2025 che ha confermato la legittimità del procedimento, nonostante le opposizioni dei residenti.
Il ricorso che non serve più
Il ricorso originario, presentato dalla stessa azienda contro il blocco iniziale dell’opera, è rimasto formalmente aperto per anni. Solo ora Agricola Salone ne ha chiesto l’estinzione, spiegando che non esistono più motivi di contenzioso: con il rilascio dell’autorizzazione definitiva, ogni criticità è stata superata.
In sostanza, il quadro amministrativo risulta oggi consolidato e favorevole alla realizzazione dell’impianto.
L’ultima parola al Consiglio di Stato
Resta però aperto il fronte legale avviato dai comitati cittadini. Dopo la bocciatura al TAR nel 2025, i residenti hanno presentato appello al Consiglio di Stato, che si è riunito lo scorso 5 marzo 2026. La decisione è attesa nelle prossime settimane.
La scelta dell’azienda di ritirare il proprio ricorso viene interpretata nei quartieri come un segnale preciso: per la società, il traguardo sarebbe ormai vicino.
Ma tra i residenti la mobilitazione continua, in attesa dell’ultimo verdetto che potrebbe chiudere definitivamente una vicenda lunga e contestata.
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