Ricordi questo film con Nicholas Cage di 21 anni fa? A gran sorpresa è stato annunciato il sequel
A volte i sequel arrivano quando meno te lo aspetti, e quando finalmente si materializzano portano con sé il peso degli anni, delle aspettative e di una domanda che brucia: ne valeva davvero la pena aspettare così tanto? Nel caso di Lords of War, il seguito del cult movie del 2005 che trasformò Nicolas Cage nel più affascinante mercante di morte del cinema moderno, la risposta potrebbe sorprenderci. Dopo oltre due decadi di silenzio, Yuri Orlov sta per tornare sul grande schermo, e questa volta non è solo.
La notizia è ufficiale: Vertical ha acquisito i diritti di distribuzione per gli Stati Uniti e ha fissato l’uscita nelle sale cinematografiche per il 2027 e le riprese si sono recentemente concluse in Marocco La trama prevede che Yuri Orlov scopre che suo figlio Anton, interpretato da Bill Skarsgård, sta costruendo il proprio esercito mercenario. Non si tratta quindi di un padre orgoglioso che passa il testimone, ma di una vera e propria rivalità generazionale ambientata nel teatro delle operazioni in Medio Oriente. Il mercante d’armi più cinico del cinema contemporaneo si ritrova davanti uno specchio deformato di se stesso, un figlio illegittimo in ogni senso della parola.
Andrew Niccol, che torna dietro la macchina da presa dopo aver diretto il primo capitolo, ha spiegato la genesi di questo sequel con parole che rivelano un’ambizione autoriale precisa. Come narratore, ha sempre sentito che c’era molto altro da esplorare nel personaggio del mercante di morte incarnato dal diavolo affascinante di Nicolas Cage. Questo nuovo capitolo gli ha dato l’opportunità di introdurre il rivale definitivo per Yuri: suo figlio Anton, interpretato dall’altrettanto canaglia Bill Skarsgård. Ambientato nel mondo largamente invisibile dei mercenari, il film rivela rapidamente che Anton non è intenzionato a rimediare ai torti del padre, ma a superarli.
La dinamica padre-figlio aggiunge uno strato emotivo a quello che nel film originale era essenzialmente un ritratto satirico e spietato dell’industria globale delle armi. Il primo Lord of War seguiva Yuri Orlov, ucraino-americano, mentre si immergeva nel traffico internazionale di armamenti durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Era un film cinico, oscuro, a tratti una dark comedy che ti faceva ridere di persone terribili mentre commettevano atti ancora più terribili. Un equilibrio precario che pochi registi sanno mantenere senza scivolare nel moralismo o nella glorificazione.
Quello che rende il ritorno di Yuri Orlov particolarmente interessante è il contesto geopolitico attuale. Nel 2005, il film di Niccol arrivava in un momento in cui le guerre in Afghanistan e Iraq dominavano i titoli dei giornali, e il traffico d’armi rappresentava un tema scottante ma relativamente astratto per il pubblico generale. Oggi, con conflitti regionali che si moltiplicano, mercenari privati sempre più protagonisti degli scenari bellici e un’industria militare globale ancora più sofisticata e opaca, la satira di Lord of War suona tragicamente contemporanea.
Il 2027 è ancora lontano, ma l’attesa per questo sequel è già iniziata. Per chi ha amato il film originale, la possibilità di ritrovare Yuri Orlov è un regalo inaspettato. Per chi scoprirà il franchise ora, Lords of War potrebbe rappresentare un punto d’ingresso in un universo narrativo dove il confine tra eroe e villain si dissolve, dove il fascino seduttivo di Nicolas Cage incontra la brutale onestà di una storia che non cerca redenzione. Il mercante di morte è tornato, e questa volta ha un figlio da fermare. O da ammirare.
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