Economia

Riconosciuta la madre intenzionale dopo la morte: è la prima volta in Italia

Per la prima volta in Italia è stata promossa, nell’ambito di una maternità intenzionale, un’azione di Stato per ottenere l’accertamento giudiziale del rapporto di filiazione nei confronti di una persona defunta. Il Tribunale di Trieste ha, infatti, riconosciuto giudizialmente la maternità della madre intenzionale, nel frattempo deceduta, di due bambine nate a seguito di un percorso di procreazione medicalmente assistita effettuato all’estero dalla compagna.

La madre intenzionale, una professoressa di Archeologia greca e romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, è morta il 19 maggio 2024. Alla nascita delle figlie – oggi di 8 e 4 anni – non aveva potuto procedere al loro riconoscimento, poiché in Italia la dichiarazione sarebbe stata rifiutata dagli uffici competenti perché contraria all’ordinamento interno vigente.

L’azione giudiziale

La via seguita è stata dunque, a pochi mesi dalla morte, quella dell’azione giudiziale percorsa per assicurare alle bambine il pieno riconoscimento del legame genitoriale con la donna che aveva condiviso in modo consapevole e responsabile il progetto di genitorialità con la compagna. La pronuncia determinerà per le figlie il pieno accesso a tutte le tutele giuridiche, successorie e previdenziali connesse allo status di figlie, comprese l’acquisizione della qualità di eredi legittime e il diritto a beneficiare delle prestazioni previdenziali e assistenziali previste dall’ordinamento in favore dei figli del genitore deceduto.

Il procedimento è stato seguito pro bono dalle avvocate di Rete Lenford.

Accogliendo integralmente la domanda di riconoscimento giudiziale della genitorialità, il Tribunale ha dichiarato le bambine figlie di entrambe le madri, disponendo anche l’attribuzione del cognome della madre intenzionale.


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