Campania

Riciclaggio e false fatture per 10 milioni di euro, 18 condanne e 7 patteggiamenti


Si conclude con 18 condanne in abbreviato, fino a un massimo di 8 anni e 8 mesi, e 7 patteggiamenti, con la pena più alta a 4 anni e 4 mesi, il processo nato dalla maxi inchiesta della Dda di Bologna ‘On Air’.

L’indagine – in cui vennero coinvolti 10 casertani – nasce da un atto d’impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo che ha richiamato l’attenzione dei colleghi bolognesi su una segnalazione per operazioni sospette relativa a un presunto giro di riciclaggio, con possibili collegamenti con la criminalità organizzata di origine campana.

I reati contestati a vario titolo agli imputati condannati sono associazione a delinquere, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento. Nell’indagine venne coinvolto anche il direttore di un ufficio postale. 

La banda, come emerso dalle indagini, avrebbe ‘ripulito’, con l’emissione di false fatture, oltre 10 milioni di euro che sarebbero stati prelevati in contanti dai “cavalli” che restituivano il denaro alle aziende beneficiarie trattenendo una quota del 10%.

Il Gup Nadia Buttelli ha stabilito anche la confisca di cinque società, due con sede a Roma e tre nel Bolognese. 


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