Friuli Venezia Giulia

Ricettività a Pordenone: la crescita va governata con attenzione. Interventi di Federalberghi e Consorzio Turismo-Confcommercio

PORDENONE – La temporanea carenza di camere nel capoluogo, emersa in occasione del fine settimana di Pasqua, non rappresenta un’emergenza strutturale, ma piuttosto il segnale di un territorio dinamico e attrattivo, capace di generare flussi significativi di visitatori. È questa, in sintesi, la posizione condivisa dagli operatori turistici locali, che invitano a leggere il fenomeno in un’ottica più ampia.

«Il nostro territorio dispone di numerose strutture ricettive distribuite in un raggio di 10-15 chilometri dalla città», spiega Giovanna Santin, presidente del Consorzio Pordenone Turismo. «Si tratta di distanze assolutamente contenute, soprattutto se paragonate a quelle di grandi città come Milano, dove operatori e visitatori possono impiegare anche due ore per raggiungere l’alloggio. Da questo punto di vista, Pordenone è decisamente più accessibile e funzionale».

Santin sottolinea, inoltre, come la disponibilità di camere non sia esaurita, ma semplicemente meno immediata da individuare attraverso i canali online più noti. «Non esiste solo un portale di prenotazione: oltre a Booking, ci sono Expedia, Hrs e, soprattutto, i siti diretti delle strutture. Anche in questi giorni è ancora possibile trovare disponibilità, con prezzi in linea rispetto al resto dell’anno».

Sul tema dei costi, spesso al centro del dibattito nei periodi di alta affluenza, arriva una precisazione importante: «Non c’è stato alcun aumento speculativo per il weekend di Pasqua. È chiaro che, laddove restano disponibili camere di fascia più alta, come le suite, i prezzi possano essere maggiori. Ma si tratta di tariffe coerenti con il livello della struttura e non superiori rispetto ad altri periodi».
A incidere sulla domanda è anche la presenza di eventi consolidati, primo fra tutti il torneo internazionale di pallavolo giovanile Cornacchia, appuntamento storico della Pasqua pordenonese. «È un evento che da anni porta persone e valore al territorio», prosegue Santin. «Dovremmo esserne orgogliosi: rappresenta una risorsa, non un problema».

Un punto condiviso anche da Gianpiero Zanolin, presidente provinciale Federalberghi-Confcommercio, che invita a mantenere equilibrio nelle valutazioni sul sistema ricettivo locale. «Gli eventi stanno crescendo e sono fondamentali per l’economia del territorio», osserva. «Tuttavia, non si può pensare di rispondere a picchi temporanei con un’espansione indiscriminata dell’offerta alberghiera. Ogni investimento deve basarsi su un piano sostenibile nel lungo periodo».

Il tema, quindi, non è tanto la mancanza di camere in senso assoluto, quanto la gestione di flussi concentrati in specifici momenti dell’anno. «Un imprenditore – conclude Zanolin – deve poter contare su un’attività che si regga nel tempo, non solo su pochi eventi. La crescita va governata con attenzione, valorizzando ciò che già esiste e migliorando l’organizzazione complessiva dell’accoglienza. Del resto, se le grandi catene alberghiere hanno ritenuto ancora di non investire nel Friuli occidentale, un motivo ci sarà».

In definitiva, la fotografia che emerge è quella di un territorio vivo, capace di attrarre e di organizzarsi, dove la sfida non è tanto aumentare indiscriminatamente l’offerta, quanto ottimizzare e comunicare meglio quella già disponibile.

Nella foto: Giovanna Santin e Gianpietro Zanolin




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