Sardegna

Riapre la chiesetta abbandonata da sei anni. Fedeli in processione alle sorgenti di Su Cologone

Oliena

La cerimonia in occasione della festa di San Giovanni Battista

Grande e commossa partecipazione oggi a Oliena per la riapertura al culto, dopo sei anni di chiusura, della storica chiesa campestre di San Giovanni Battista, situata nelle campagne ai piedi delle sorgenti di Su Cologone.

La cerimonia si è svolta nel giorno dedicato al santo, in onore del quale gli allevatori olianesi edificarono il suggestivo luogo di culto.

La chiesetta, tornata al suo antico splendore, era stata liberata dalla vegetazione infestante la scorsa estate grazie a un intervento della sezione Sardegna-Sicilia dell’Associazione Nazionale Forestali (Anfor). Successivamente la comunità locale si è impegnata nel recupero dell’edificio, provvedendo alla tinteggiatura completa, alla sistemazione del piazzale e alla cura degli spazi verdi circostanti.

Al termine della celebrazione religiosa, il parroco don Giuseppe Cheri ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita della festa e al recupero della chiesa.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Anfor e alla popolazione olianese, che con le proprie offerte ha sostenuto economicamente i lavori di ripristino di un luogo considerato un importante simbolo identitario della comunità.

Prima della messa, numerosi fedeli hanno partecipato alla tradizionale processione verso le vicine sorgenti di Su Cologone, dove si è svolta la benedizione delle acque.

Fedeli in processione alle sorgenti di Su Cologone

Alla cerimonia ha preso parte anche una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Forestali, presente con il proprio labaro.

Nel corso della giornata, il sindaco di Oliena, Sebastiano Antioco Congiu, ha inoltre assicurato il proprio impegno affinché il maestoso olivastro secolare che cresce accanto al novenario della chiesa, censito dalla stessa associazione forestale, possa essere inserito nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia.

Mercoledì, 24 giugno 2026

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