Renzi su Lotito: “In Senato dorme”. Il patron della Lazio: “Io ho il 94% di presenze, lui il 54”
Lungo botta e risposta tra Matteo Renzi e Claudio Lotito. Prima sul calcio, poi sulle presenze in Senato. Tutto nasce da alcune considerazioni del leader di Italia viva fatte sul calcio italiano durante l’Aria che tira su La 7 in cui diceva: “La politica ha distrutto il calcio, finché abbiamo i Lotito che fanno i presidenti e contemporaneamente siedono in Parlamento a fare gli emendamenti, non avremo un sistema pulito”. Parole che non erano andate giù a Lotito che aveva commentato: “Usa il mio nome per avere visibilità”.
Renzi pubblica su X le foto di Lotito che dorme in Senato
Oggi Renzi è tornato sulla questione: “Ieri ho fatto alcune proposte in tv per rilanciare il calcio italiano. Il collega senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha risposto attaccandomi sul piano personale – spiega sui social -. Lotito è anche il presidente della Lazio ed è per me uno dei simboli del fallimento del sistema del calcio di questo paese. Il senatore di Forza Italia ha poi detto che io uso lui per avere visibilità visto che in Italia non mi conosce nessuno. E mi ha detto che dovrei imparare da lui a fare il senatore”.
L’ex premier prosegue: “È tutto bellissimo, amici. I tifosi sanno bene che cosa ha fatto Lotito nel calcio in questi anni. Non tutti i cittadini italiani, però, sanno cosa fa Lotito tutti i giorni in Senato. Agevolo documentazione fotografica. Questa è la classe dirigente che vorrebbe darmi lezioni, e passi. Ma questa è soprattutto la classe dirigente della maggioranza che governa l’Italia nel pieno della crisi. Buona notte!”. Infatti il post di Renzi è corredato da alcune foto di Lotito appisolato sui banchi del Senato.
Lotito risponde: “Io ho il 94% di presenze, lui il 54”
Ma la polemica non si placa, con Lotito che controribatte all’ex premier accusandolo di assenteismo, rivendicando una presenza costante in Senato, il 94 per cento di partecipazione alle votazioni, rispetto a quella di Renzi, che fa registrare un tasso del 54 per cento. “I numeri – sottolinea una nota diffusa dal patron della società biancoceleste – non si discutono. Si leggono. Stessa legislatura. Stessa carica. Stesso stipendio pagato dagli italiani. Poi ci sono i fatti: 54% di presenza per Matteo Renzi, 94% di presenza per Claudio Lotito. Su 7.666 votazioni, la differenza è netta: oltre 40 punti in più e assenze superiori di oltre 50 volte. Non è una sfumatura. È un divario! E non finisce qui: oltre 100 voti difformi dal proprio Gruppo” per Renzi “a conferma di una linea politica spesso variabile, non sempre coerente (in base agli interessi del momento). A questo punto la domanda è semplice: chi rappresenta davvero i cittadini in Parlamento?”.
“Fa sorridere – si legge ancora nel testo della nota – che a fare polemica sia chi è tra i meno presenti, mentre altri garantiscono presenza costante e lavoro quotidiano, anche nelle commissioni e spesso lontano dai riflettori. Il Parlamento non è un palco. Non è una parentesi tra un impegno e l’altro. È un dovere. C’è chi lo esercita ogni giorno. E chi, invece, lo interpreta a intermittenza. Gli italiani non hanno bisogno di slogan. Hanno già i numeri”.


