Basilicata

Rende, giallo sulla morte di un giovane

Giovane morto a Rende, la famiglia non crede al suicidio. Sequestrati telefono e penna usb


UNA morte avvolta nel mistero. È giallo sul decesso di un giovane, avvenuto nelle scorse settimane in un appartamento ad Arcavacata di Rende, nei pressi dell’Università. Il ragazzo, A. A., di nazionalità rumena, faceva l’operaio ed è stato ritrovato privo di vita nella sua abitazione il 24 novembre scorso.

GIOVANE MORTO A RENDE, LE IPOTESI AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI

Un gesto estremo: questa la prima ipotesi avanzata da chi è accorso sul posto, rinvenendo il cadavere dell’uomo, presumibilmente impiccato. Un cappio stretto attorno al collo, accanto a sé una lettera d’addio. Tutti elementi che lasciano pensare fin da subito a un suicidio, ma c’è chi non crede a questa versione dei fatti. In particolare, la madre e la sorella del ragazzo non sono convinte che possa essersi tolto la vita: A. A. era un ragazzo solare, allegro, che conduceva una vita tranquilla e riservata e non aveva problemi con nessuno.

I DUBBI DELLA FAMIGLIA

Per quale motivo avrebbe dovuto pensare di farla finita? I tanti, troppi dubbi dei familiari sulla dinamica della morte li inducono a rivolgersi, la sera stessa, ai carabinieri della Compagnia di Rende per depositare una denuncia-querela contro ignoti. Una decisione che ha convinto la Procura di Cosenza ad avviare un’indagine per chiarire cosa sia realmente accaduto al ragazzo. Le due donne hanno cercato, pertanto, di offrire agli inquirenti – in particolare al pubblico ministero Domenico Frascino, che coordina il fascicolo – indicazioni su eventuali persone che potrebbero essere coinvolte nella vicenda ovvero potrebbero saperne di più, ipotizzando, dunque, un possibile omicidio o istigazione al suicidio.

GIOVANE MORTO A RENDE, SEQUESTRATA LA LETTERA

La lettera trovata accanto al corpo è stata sequestrata, insieme a una penna Usb e al cellulare della vittima. Gli inquirenti dovranno, infatti, in primis, verificare l’autenticità della missiva e poi ricercare nella memoria del telefono e della penna Usb tutti gli elementi utili a ricostruire l’accaduto: messaggistica, registro chiamate, materiale fotografico e video, tutto potrà servire a chiarire quanto successo nelle ultime ore di vita dell’uomo e nulla sarà lasciato al caso. Anche la Procura, quindi, sembra intenzionata ad andare fino in fondo e a fare piena luce sulla sua tragica morte.

LE INDAGINI

Cosa è accaduto davvero ad Arcavacata in quella sera di novembre? Qualcuno ce l’aveva con lui e voleva fargliela pagare? Le indagini sul caso sono tuttora in corso e, probabilmente, nelle prossime settimane ne sapremo di più. La madre è difesa dall’avvocato Giorgio Raffaele Loccisano e la sorella dall’avvocato Luigi Mirabelli.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »