Trentino Alto Adige/Suedtirol

Rencio tartassata dai furti: almeno 16 in 4 mesi

Un susseguirsi quasi quotidiano, con una frequenza che in pochi ricordano così costante. Negli ultimi quattro mesi la zona di Rencio è stata teatro di una sequenza impressionante di furti e tentati furti in abitazione: la redazione di BZ News 24 ha ricostruito almeno 16 episodi documentati, a cui si aggiunge anche un’auto rubata. Numeri che, di fatto, descrivono un quartiere sotto pressione e una percezione diffusa di insicurezza ormai diventata parte della quotidianità. Non si tratta soltanto di singoli casi isolati. È la continuità (e in alcuni periodi la vera e propria raffica) a far parlare i residenti di un’emergenza concreta. Nel corso delle settimane, diversi cittadini hanno iniziato a condividere le segnalazioni anche tramite canali di controllo reciproco, nel tentativo di proteggersi e di mantenere alta l’attenzione.

Un quartiere “facile” per i ladri: isolamento, vie di fuga e poche telecamere

Secondo quanto segnalato dagli abitanti, la zona è diventata particolarmente appetibile per diversi motivi. Rencio, rispetto ad altre aree della città, è percepita come più ricca, dunque potenzialmente più redditizia per chi punta a monili, gioielli e oggetti di valore. C’è anche un elemento logistico che, in più segnalazioni, viene indicato come determinante: il quartiere la sera si svuota. Pochi esercizi attivi, negozi che chiudono presto e una fascia serale in cui “dalle 19.00 è praticamente tutto chiuso”, tranne un locale che arriva fino alle 22. Questo crea finestre temporali in cui movimenti e presenze diminuiscono drasticamente. A tutto ciò si aggiungono le vie di fuga naturali: i ladri – raccontano i residenti – arriverebbero dalle vigne, costeggiando la ferrovia e sfruttando alcuni buchi nelle reti per entrare e uscire rapidamente. Non a caso, diversi appartamenti presi di mira si affacciano proprio verso le vigne, con la possibilità per chi colpisce di dileguarsi in pochi secondi in zone meno controllate e più difficili da presidiare. Sul fronte della sicurezza urbana, in molte chat e segnalazioni viene evidenziata anche la scarsità di telecamere e una sensazione di presidio insufficiente delle forze dell’ordine. Alcuni cittadini lamentano una presenza sporadica delle forze dell’ordine e della polizia municipale, vista soprattutto in occasione dei controlli e delle sanzioni nel parcheggio pubblico davanti alle scuole, mentre nei punti sensibili e negli orari più delicati la percezione è quella di un vuoto.

Il ruolo del Comune: l’assessora Ramoser valuta nuove telecamere

Sul tema, secondo quanto riferito dai residenti, si starebbe muovendo anche il Comune. L’assessora comunale alla mobilità Johanna Ramoser, in contatto con loro, si starebbe interessando al posizionamento di nuove telecamere, misura ritenuta fondamentale in un contesto dove i ladri sfruttano i lati più “scoperti” del quartiere e i punti di accesso dalle vigne.

Contromisure dal basso: nasce un gruppo WhatsApp di controllo reciproco

Di fronte alla reiterazione degli episodi, gli abitanti non sono rimasti fermi. È stato creato un gruppo WhatsApp di controllo reciproco, utilizzato sia per segnalare in tempo reale furti e tentativi, sia per condividere movimenti anomali e situazioni sospette a cui prestare attenzione. Un’organizzazione spontanea, nata non solo per dare supporto alle vittime ma anche per costruire una rete di “presenza diffusa” che scoraggi i colpi. Di per sé che si sappia è anche un aspetto di deterrenza. 

La cronologia: dall’autunno alla “raffica” tra novembre e gennaio

I primi segnali, riferiscono i residenti, risalgono all’inizio di ottobre. Poi l’escalation. A metà novembre viene segnalato un furto il 15 novembre, con altri tre appartamenti colpiti nello stesso periodo, più ulteriori tre casi nella parte alta di Rencio. Un’accelerazione che preoccupa perché suggerisce un’azione strutturata, non episodica. Il 23 novembre arriva una delle segnalazioni più dirette e circostanziate: un’abitazione viene indicata come oggetto di un’intrusione (“è stato scassinato”, viene scritto, con riferimento al terzo piano). Due giorni dopo, il 25 novembre, viene segnalato un ulteriore tentativo: i ladri avrebbero cercato di entrare in casa nonostante ci fosse luce e nonostante la presenza delle persone all’interno. “Scrupolosi” e determinati, tanto che solo l’intervento diretto di chi era in casa li avrebbe fatti desistere. Il 26 novembre la vicenda si sposta anche sulle auto. Nella notte tra lunedì e martedì, un noto cameraman diventa vittima di un furto d’auto: il veicolo, un Toyota Land Cruiser grigio scuro, viene rubato alle 4.22 direttamente davanti alla sua abitazione a Rencio. La vittima pubblica sui social immagini e un video del furto. Nel filmato si vedono tre presunti autori arrivare con sicurezza, muoversi nell’area dell’accesso carrabile e poi allontanarsi con l’auto. Un episodio particolarmente grave non solo per il valore del mezzo, ma perché dimostra una modalità rapida e organizzata. All’inizio di dicembre si registra un ulteriore salto: nella notte del 5 dicembre viene segnalato un tentato furto, con oggetti rubati da due auto in zona via Rencio 91. Poi l’11 e 12 dicembre arriva una segnalazione ancora più allarmante: un furto in via Rencio 67, con riferimento a due persone che, in quel caso, sarebbero state fermate dalla polizia. Il 20 dicembre viene segnalato un nuovo furto nel pomeriggio, in via Rencio 75, in un’abitazione dove non c’era nessuno. Nello stesso contesto compare anche un elemento ulteriormente inquietante: viene riportato che anche il parroco sarebbe stato aggredito, un fatto che alimenta la percezione di un quartiere in balia di reati predatori e aggressioni. Il 21 dicembre arriva una risposta delle forze dell’ordine: la Polizia di Stato arresta due cittadini albanesi, di 23 e 24 anni, accusati di furto in abitazione. L’intervento nasce da una segnalazione alla Sala Operativa, con due uomini visti scavalcare un cancello e introdursi in un’abitazione. Le Volanti bloccano le vie di fuga e li fermano uno in giardino e l’altro vicino al cancello. Addosso vengono trovati monili in oro, walkie-talkie, un piccolo trapano usato per forzare una porta-finestra e vari attrezzi: cacciavite, torcia, guanti, scaldacollo nero. Il proprietario conferma l’ammanco e la refurtiva viene restituita. Un arresto importante, ma che – come sottolineano i residenti – non ha avuto l’effetto deterrente sperato. La Vigilia di Natale segna un’altra violazione: tra le 21 e l’una di notte viene segnalato un furto al primo piano in via Rencio 37/A. Anche questa fascia oraria è significativa: non piena notte, ma una finestra in cui la zona si quieta e in molte abitazioni si abbassa la soglia di attenzione. Domenica 11 gennaio viene segnalato un nuovo tentativo in via Rencio 52: tre persone sarebbero fuggite tra le vigne, dettaglio che ritorna e che sembra confermare lo schema di accesso e fuga. Due giorni dopo, martedì 13 gennaio, viene segnalato un furto al Magdalener Hof: anche in questo caso due persone e il sospetto che siano arrivate proprio risalendo dai filari. Infine un’ultima segnalazione, “l’altro ieri”, indica un ulteriore tentato furto in via Rencio 66.

“Così non si può andare avanti”: cresce la paura e l’esasperazione

Il dato che emerge è uno: la ripetitività. Chi vive nella zona parla di una vulnerabilità strutturale, dove i ladri non colpiscono più soltanto “quando capita”, ma sembrano agire su finestre di tempo consolidate e sfruttare una geografia urbana che offre copertura, silenzio e vie di fuga. Nel frattempo il quartiere prova ad attrezzarsi con sorveglianza dal basso, segnalazioni tempestive, attenzione reciproca e pressione sulle istituzioni affinché si intervenga su illuminazione, telecamere e presidio. La sensazione è che Rencio stia pagando un mix pericoloso: essere una zona residenziale di pregio ma poco vissuta la sera, avere accessi naturali difficili da controllare e contare ancora su un sistema di prevenzione che, tra telecamere e presenza visibile, appare insufficiente. E se il periodo natalizio e l’inizio dell’anno hanno confermato la tendenza, ora la domanda che i residenti pongono apertamente è una sola: chi trova una soluzione?

✍️ Alan Conti 







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