Regione Puglia, indagata per concussione Starace assessora al turismo
L’assessora della regione Puglia, Graziamaria Starace è indagata per concussione: presunte pressioni per revocare la concessione balneare all’ex marito. La difesa respinge le accuse.
BARI — Una bufera giudiziaria e politica travolge i vertici del turismo e della gestione del territorio in Puglia. L’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, è ufficialmente indagata per concussione dalla Procura di Foggia. L’inchiesta la vede coinvolta in concorso con altre due figure chiave della politica locale: Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, e Vincenzo Ragno, dirigente dell’ufficio tecnico comunale della nota cittadina garganica.
INDAGATA GRAZIAMARIA STARACE, ASSESSORA DELLA REGIONE PUGLIA: PRESUNTE PRESSIONI PER REVOCARE LA CONCESSIONE ALL’EX MARITO
Al centro delle indagini, condotte dai magistrati foggiani, ci sarebbe una vicenda risalente allo scorso anno. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’assessora Starace avrebbe esercitato presunte pressioni indebite sui vertici amministrativi del Comune di Vieste per ottenere la revoca della concessione balneare di uno stabilimento in uso al suo ex marito. L’uomo, a seguito di una successiva ricognizione e dei relativi controlli di regolarizzazione disposti dagli uffici comunali su tutti i lidi della costa, è poi tornato legittimamente in possesso della concessione demaniale. La vicenda è esplosa pubblicamente in modo clamoroso attraverso i canali social del sindaco Nobiletti. Il primo cittadino ha annunciato di aver revocato la delega ai Grandi Eventi all’assessore comunale Gaetano Paglialonga. La drastica decisione è scattata dopo aver appreso dagli atti giudiziari che Paglialonga avrebbe registrato di nascosto conversazioni private avute sia con il sindaco che con altri esponenti della maggioranza politica.
LA DIFESA E LO SCONTRO SOCIAL: «VICENDA DOLOROSA, LEGGE RISPETTATA»
I legali dei tre indagati, gli avvocati Michele Vaira e Ciliberti, hanno immediatamente respinto ogni addebito, professando la totale estraneità ai fatti dei loro assistiti: «Le indagini confermeranno la correttezza e la legittimità dell’operato dei nostri assistiti svoltosi nel solo rispetto della legge e nella parità di trattamento di tutti i cittadini. Disponiamo di elementi difensivi inequivocabili che porteremo all’attenzione della Procura». Anche l’assessora regionale Starace ha affidato a un lungo post sui social la sua dolorosa replica, inquadrando la vicenda sotto una luce differente e strettamente personale: «Trattasi di una delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima.
Da donna e da madre ho continuato ad andare avanti con la massima forza, nonostante il peso che mi porto dentro. Ho piena fiducia nella magistratura: sono in corso diversi procedimenti che mi vedono parte lesa e dove sono certa che il quadro emergerà con chiarezza». Starace ha concluso il suo intervento chiedendo il massimo riserbo e rispetto per la tutela della propria famiglia in questo momento particolarmente complesso.
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