Regione Calabria, si rimette mano allo Statuto: il ritorno dei sottosegretari
I capigruppo di maggioranza hanno presentato una modifica dello Statuto che riporta in Regione Calabria la figura dei sottosegretari
La proposta di modifica dello Statuto che dovrà adeguare il numero degli assessori regionali alle nuove norme è stata depositata a Palazzo Campanella. Ma non si tratta solo di un mero recepimento delle novità legislativa. Il testo, fresco di presentazione, aumenta ulteriormente le poltrone a disposizione della maggioranza di governo: prevede infatti la possibilità, per il governatore della Regione Calabria, di nominare fino a due sottosegretari alla presidenza. La proposta è firmata dai capigruppo di maggioranza.
IL RITORNO DEI SOTTOSEGRETARI ABROGATI NEL 2012
Una figura che non è nuova nel panorama regionale italiano, perché già prevista nelle Marche e in Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Molise. Ed esisteva anche in Calabria, almeno fino al 2012, quando il Consiglio regionale la abrogò nell’ambito della revisione dello Statuto che sforbiciò le commissioni consiliari e tagliò alcuni costi della politica.
I due sottosegretari dovranno coadiuvare il presidente «nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato, con la finalità di assicurare un più efficiente coordinamento dell’azione di governo» si spiega nella proposta. Non sfugge a nessuno che il presidente ha trattenuto a sé molte deleghe pesanti – oltre a sanità, anche cultura, marketing territoriale, infrastrutture – e potrebbe dividerne il ‘peso’ con due figure di sottogoverno di sua fiducia. La norma, insomma, potrebbe avere questa ratio. Senza contare un altro vantaggio collaterale. Due incarichi in più possono essere utili a favorire il raggiungimento degli equilibri in maggioranza, dopo un rimpasto che qualche malumore lo ha lasciato. La proposta introduce per ora solo la figura del sottosegretario: i dettagli, costi compresi, saranno disciplinati con legge regionale.
MODIFICA DELLO STATUTO ‘BLINDATA’ CON LA RIFORMA DEL REFERENDUM
Insieme alla proposta di revisione dello Statuto, è stata depositata anche una proposta di legge – firmata dai capigruppo azzurri Giannetta e Caputo – per disciplinare il referendum popolare per l’approvazione dello Statuto. Una proposta di riordino della materia, che è strettamente legata alla revisione dello Statuto di prossima discussione. La normativa che si vuole introdurre chiarisce che il referendum sullo Statuto si può chiedere nel caso in cui se ne introduca una nuovo, in soldoni, ma sono escluse le singole leggi di revisione statutaria che intervengano su singole parti. Un modo per blindare la modifica in rampo di lancio e la reintroduzione dei sottosegretari.
Le due proposte saranno discusse giovedì 20 novembre 2025 in Consiglio regionale: per loro corsia privilegiata in aula, senza aspettare l’insediamento delle commissioni.
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