Basilicata

Regione Calabria condannata, 1,5 milioni all’Ente Fiera di Cosenza

Dopo 15 anni di contenziosi arriva la sentenza, la Regione Calabria dovrà pagare 1,5 milioni all’ex Ente Fiera di Cosenza per fondi mai versati


LA Regione Calabria condannata a versare alla fu Ente Fiera di Cosenza 1 milione e mezzo di euro, per il mancato versamento, negli anni, del contributo di 155mila euro, previsto dalla legge regionale 9/2007, più volte richiesto dall’Ente e mai erogato dalla Giunta regionale. Una sentenza che chiude circa quindici anni di cause e giudizi presso i vari organi giurisdizionali che hanno visto contrapposti alla Regione Calabria i dipendenti e la Curatela dell’Ente fiera di Cosenza, rappresentati e difesi dall’avvocato Giovanni Spataro del foro di Cosenza. Una vicenda lunga e complessa.

EX ENTE FIERA, REGIONE CONDANNATA, DOPO 15 ANNI SI CHIUDE CONTENZIOSO

L’Ente fiera di Cosenza, dal 1985, ha organizzato le seguitissime manifestazioni alle cupole geodetiche di Viale Magna Grecia, con circa 70 mila visitatori paganti ogni anno. Per l’importanza delle varie mostre, fiere ed esposizioni la Regione Calabria concesse la personalità giuridica pubblica e ne assunse la responsabilità dell’indirizzo, della gestione e del controllo, nominando di volta in volta, presidente, commissario straordinario, e segretario generale.

LA STORIA DELL’EX ENTE FIERA

Dal 2004, l’ente fieristico divenne soggetto alla Gestione commissariale straordinaria regionale continuata, che doveva assicurare la realizzazione delle manifestazioni fieristiche e di promozione commerciale programmate e previste in calendario regionale e nazionale e la realizzazione del quartiere fieristico – centro congressi di Cosenza – per un importo complessivo di 8 milioni 635mila euro.

Nel 2007, la definitiva concessione da parte della Provincia di Cosenza delle cinque strutture geodetiche, sede del quartiere fieristico, e dell’appezzamento di terreno da parte del Comune di Cosenza rendeva possibile l’apertura dei cantieri per il nuovo quartiere fieristico – centro congressi che avrebbe comportato il finanziamento dell’ente a mezzo delle attività svolte senza alcun bisogno di contributi finanziari pubblici. Intanto la fiera diventava ente pubblico, e alle tredici unità di personale dipendente – grazie all’intesa delle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil con la Regione Calabria – veniva applicato il trattamento giuridico ed economico previsto per il personale della Regione Calabria stessa, così come era già successo per l’Ente Autonomo Fiera di Reggio Calabria.

IL SEQUESTRO NEL 2008

Nel 2008, un sopralluogo all’area delle cupole geodetiche – interessata da una discarica abusiva storica – portava al sequestro da parte della Polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato e alla sospensione di qualsiasi attività e all’impedimento di accesso al pubblico all’interno della recinzione dell’area fieristica di Viale Magna Grecia, nell’attesa che l’iter procedurale avviato dal Comune di Cosenza per la bonifica del sito portasse alla risoluzione delle problematiche ambientali. I tempi d’intervento di bonifica dell’area delle cupole geodetiche diventarono biblici – ad oggi non sono stati ancora eseguiti – e l’ente fiere non potendo applicare misure necessarie per il proseguimento delle attività espositive, fu impossibilitato dal 2010 a proseguire nelle attività a carattere nazionale, le uniche realizzate in Calabria e inserite nel “Calendario regionale delle manifestazioni fieristiche”.

LA CRISI DELL’ENTE FIERA

A Cosenza non sussistevano altre strutture ritenute idonee a ospitare le manifestazioni con qualifica di “nazionale” o “regionale”, e dall’agosto 2010 l’ente va in crisi e nel disinteresse della classe politica cosentina e calabrese non può più proseguire nelle proprie attività e corrispondere gli stipendi al personale dipendente. Nelle more della costruzione del nuovo quartiere fieristico di Cosenza, con l’ausilio dei sindacati confederali l’ente chiedeva più volte alla Regione la riallocazione nel ruolo del personale della Giunta regionale delle 13 unità di personale dipendente dell’ente cosentino così come nel contempo aveva fatto per l’ente fieristico di Reggio Calabria.

LA REGIONE CALABRIA E IL MANCATO EROGAMENTO DEL CONTRIBUTO

Nonostante che l’ente fiere di Cosenza negli ultimi 25 anni avesse realizzato una infinità di attività molto seguite in tutto il Mezzogiorno, da Napoli a Bari a Palermo, la Regione Calabria e la politica locale abbandonavano del tutto l’ente fieristico e determinarono per inedia la perdita di un patrimonio importante per Cosenza e la Calabria, com’era la fiera delle Cupole geodetiche. La mancata erogazione da parte della Regione Calabria del contributo previsto per legge fu causa del fallimento dell’Ente fiere di Cosenza, la revoca della personalità giuridica pubblica ed il licenziamento dei 13 lavoratori.

LE AZIONI RISARCITORIE DELL’EX ENTE FIERA NEI CONFRONTI DELLA REGIONE CALABRIA

L’avvocato Giovanni Spataro ha sottolineato la rilevanza dei principi giurisprudenziali espressi dal Consiglio di Stato e ha anticipato che saranno proposte azioni risarcitorie nei confronti della Regione Calabria a tutela della Curatela e dei 13 lavoratori licenziati. Il fallimento dell’Ente fiere di Cosenza non sarebbe avvenuto se solo la Regione Calabria avesse ottemperato all’obbligo di contribuzione ordinaria annuale, e così non sarebbero andati perduti gli 8,6 milioni di euro destinati al quartiere fieristico e al quel centro congressi di cui Cosenza ancora oggi non dispone.


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