Basilicata

Reggio, processo “Mosaico”: Assolto Cincinnato

Reggio, processo “Mosaico”: Assolto Cincinnato il 62enne era accusato di riciclaggio, peculato e falsità materiale. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 5 anni di reclusione.


REGGIO CALABRIA – Il Tribunale collegiale di Reggio Calabria, presieduto dal giudice Pina Porchi, all’esito della camera di consiglio, ha assolto il 62enne Francesco Cincinnato di Marina di Gioiosa Ionica (difeso dagli avvocati Caterina Fuda e Sebastiano Brancati), dall’accusa di peculato, riciclaggio e falsità materiale, mentre per il reato associativo ex art. 416 c.p., ricettazione, falsità ideologica ed accesso abusivo al sistema informatico, il Collegio ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Il Pm Marzia Currao, al termine della sua requisitoria, per lo stesso imputato aveva chiesto la condanna ad anni 5 di reclusione.

L’OPERAZIONE MOSAICO E LE INDAGINI SUL RICICLAGGIO DI TITOLI

Il procedimento nasceva a conclusione di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. E infatti, nel maggio 2018, i Carabinieri di Reggio Calabria, Roma, Napoli, Torino, Como e Vibo Valentia davano esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 29 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio di titoli di stato, peculato, simulazione di reato, calunnia, falsità materiale, falsità ideologica, accesso abusivo al sistema informatico ed indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento. Era l’operazione “Mosaico”. I successivi approfondimenti investigativi consentivano di ricostruire l’esistenza e l’operatività di due distinte organizzazioni criminali operanti principalmente nel territorio reggino, con soggetti anche della Locride, in grado di sviluppare e sostenere un poderoso meccanismo che permetteva di riciclare denaro illecito per decine di milioni di euro.

L’articolata e prolungata attività investigativa dalla Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, era stata avviata nel mese di marzo del 2014, a seguito di un evento delittuoso perpetrato a danno di un ottantenne, dimorante da solo nelle campagne di Samo. L’anziano, nei mesi di febbraio 2014, era stato avvicinato e circuito da una donna, che, aiutata dal proprio figlio, si impossessava di danaro, monili, titoli postali appartenenti all’anziano, per un valore complessivo stimato in quasi 500 mila euro. La refurtiva, ed in specie i buoni fruttiferi postali del valore complessivo di altri 400 mila euro e il libretto postale contenente 51 mila euro, tutti intestati alla vittima, venivano affidati ad altri due soggetti, per le successive operazioni di riciclaggio.

IL MODUS OPERANDI E LE CONDANNE NEI RITI ALTERNATIVI

Quest’ultimi, si rivolgevano a un dipendente di un ufficio postale di Reggio Calabria, che in cambio del 20% dell’indebito introito, si rendeva disponibile ad effettuare svariate operazioni di sportello illecite, per consentire il riciclaggio dei titoli sottratti, funzionale ad incassare indebitamente il controvalore in denaro. Le successive attività tecniche hanno permesso di delineare compiutamente il modus operandi delle due associazioni, autonome e organizzate per appropriarsi illecitamente di buoni fruttiferi postali, libretti postali e carte libretto, sottraendole a persone anziane o gravate da patologie invalidanti residenti per lo più nella fascia jonica della provincia reggina oppure all’estero.

Sono state documentate oltre 3.000 operazioni illecite in danno di 45 persone, nel corso delle quali sono stati riciclati 157 titoli rubati e 38 titoli contraffatti. Dinanzi al Gup, molti imputati, nel novembre 2018, optarono per il rito abbreviato o patteggiamento e subendo la condanna. Viceversa, altri imputati decisero di venire giudicati, col rito ordinario, dinanzi al Tribunale Collegiale.

PROCESSO MOSAICO ASSOLTO CINCINNATO,  L’ASSOLUZIONE DEGLI IMPUTATI E LA PRESCRIZIONE PER ALTRI COINVOLTI

Dopo una lunga attività dibattimentale, attraverso l’escussione di testimoni, periti, dipendenti postali e graduati, il Tribunale Collegiale, recependo le argomentazioni difensive, mandava assolto l’imputato, il quale, dopo aver scontato 4 mesi di carcere ed altri mesi agli arresti domiciliari ed obbligo di dimora, è risultato estraneo dal possesso e cessioni di buoni fruttiferi in favore di dipendenti e direttori di Poste Italiane per ottenere l’ingiusto rimborso. Il Collegio, sempre all’esito della camera di consiglio, dichiarava, altresì, prescritto il reato di riciclaggio nei confronti della direttrice di Poste Italiane Caterina Cammillò (il Pm aveva chiesto anni 3 di reclusione) ed assolveva Domenico Favasulli e Teodoro Raschellà (avv. Giuseppe Strangio), Carmela Bentivoglio (avvocato Sebastiano Guido Strangio), Luigi Sansò (avvocato Antonio Gallo) e Antonio Raschellà (avvocato Eugenio Minniti).  Su quest’ultimi imputati, la Pubblica Accusa, a differenza di Francesco Cincinnato, aveva chiesto l’assoluzione.


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