Reggio, frode con le auto di lusso: annullato il sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il maxi sequestro, disposto nei confronti di concessionarie operanti nel territorio nazionale e internazionale, eseguito in un’inchiesta per una presunta “frode carosello comunitaria” che ha riguardato una rete italo-tedesca specializzata nella vendita di auto di prestigio (Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bentley e altri marchi) immatricolate in Italia senza il pagamento della IVA. Secondo gli inquirenti, numerosi reati tributari avrebbero fatto fruttare agli indagati introiti per un valore stimato di 43 milioni di euro. La Terza Sezione Penale della Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati Alberto Bova del Foro di Ferrara, Marco Gemelli del Foro di Reggio Calabria, Massimiliano Parpiglia del Foro di Ferrara e Bruno Salernitano del Foro di Bologna, difensori delle aziende e degli amministratori delle società coinvolte nell’indagine, ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale emiliano, il quale, in accoglimento della richiesta presentata dal pm di Bologna della Procura Europea (EPPO), aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di ogni bene nella disponibilità delle due società e dei suoi amministratori, per un importo complessivo di quasi 5 milioni di euro. Con il sequestro, sono stati congelati i capitali di 8 società, numerosi immobili, concessionarie di auto con quasi 50 vetture di lusso e più di 50 conti correnti. La decisione della di Cassazione è stata accolta con grande soddisfazione dalle società ricorrenti, «che – spiegano gli avvocati – contano a breve di poter riprendere la propria attività, che di fatto era stata sospesa a seguito del sequestro».
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