Reggio Calabria: non solo la funivia di Cannizzaro, il futuro della collina di Pentimele tra incompiute e opportunità
«Per troppo tempo Reggio ha convissuto con opere incompiute, occasioni perdute e progetti rimasti sulla carta. Situazioni che hanno alimentato nei cittadini un senso diffuso di sfiducia e la percezione di un progressivo abbandono amministrativo e politico». Muove da questa premessa Peppe Pinto, commissario provinciale della DC con Rotondi, e rilancia la sfida al sindaco Cannizzaro: «Oggi credo sia arrivato il momento di trasformare queste criticità in opportunità, avviando una nuova stagione di rilancio fondata sulla programmazione e sulla valorizzazione delle potenzialità del territorio. Tra le sfide più rilevanti per Reggio ritengo vi sia il completamento della Via Lia-Vito, infrastruttura storicamente attesa dai residenti del quartiere Vito e delle aree limitrofe da oltre 40 anni e mai portata a compimento. La sua realizzazione non rappresenterebbe soltanto una risposta alle esigenze di mobilità del quartiere, ma costituirebbe un’opera strategica per l’intera città, garantendo un collegamento rapido e sicuro con la Collina di Pentimele, uno dei luoghi più suggestivi e identitari del territorio reggino». E a proposito delle collina di Pentimele, Pinto scrive al sindaco Canizzaro di condividere «la visione relativa alla realizzazione della funivia di collegamento con la collina, che rappresenterebbe non solo una straordinaria attrazione turistica, ma anche un vero e proprio belvedere mobile sulla città e sullo Stretto».
Nel corso degli anni Pinto si è fatto promotore di diverse proposte finalizzate a migliorare la viabilità delle aree collinari e periferiche. «Penso al collegamento di Via Veglia con l’Università e con la stessa Via Lia-Vito, alla strada alternativa tra Sant’Antonino e lo svincolo dell’Università Mediterranea, utile ad alleggerire il traffico e a garantire percorsi alternativi durante eventi e manifestazioni, nonché al collegamento Eremo-Botte-Vito, fondamentale sia per la presenza della struttura sanitaria ortopedica sia per la Basilica dell’Eremo, meta ogni anno di migliaia di fedeli. Tutte queste proposte – sostiene Pinto – trovano nella Via Lia-Vito il loro naturale punto di sintesi, trasformandola in un’infrastruttura strategica capace di mettere in rete quartieri, servizi e luoghi di interesse storico, culturale e religioso, contribuendo alla costruzione di una città più moderna, efficiente e sicura. La Collina di Pentimele rappresenta un patrimonio straordinario che merita di essere restituito alla fruizione di cittadini e visitatori. Dall’alto dei suoi panorami domina la città e lo Stretto, offrendo uno scenario unico che unisce storia, natura e identità. Non è un caso che nel 2022 la trasmissione “Linea Verde Life” abbia raccontato questo luogo al grande pubblico. La giornalista Daniela Ferolla ha saputo cogliere l’anima autentica della collina, definendola un luogo speciale, pur sottolineandone la difficoltà di accesso. Questa descrizione evidenzia perfettamente il paradosso di Pentimele: un luogo straordinario, ammirato da tutti, ma ancora penalizzato da collegamenti insufficienti. La collina, inserita tra i Siti di Importanza Comunitaria per il suo elevato valore ambientale, ospita inoltre le storiche fortificazioni che, una volta completati gli interventi di recupero, potrebbero diventare il fulcro di un progetto turistico, culturale e naturalistico di grande respiro. Purtroppo, anche quest’area porta i segni delle incompiute. Mi riferisco ai due serbatoi realizzati nell’ambito del “Decreto Reggio”: il primo, situato a monte della Via Lia-Vito, i cui lavori si sono fermati nel 2006; il secondo, nei pressi di Via Lupardini, oggi in stato di abbandono e vandalizzato, pur essendo stato progettato per garantire il servizio idrico non solo a Via Lupardini, ma anche alle fortificazioni e all’intera area collinare attraverso un sistema di rilancio».
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