Reggio Calabria, Castorina Capo di Gabinetto, bufera su Metro City
In comune a Reggio Calabria tensioni nel dopo Falcomatà. Dalla vicenda “voti dei morti” al ruolo strategico a Palazzo Alvaro. Scoppia il caso Castorina: scontro bipartisan e silenzi nel PD. Il centrodestra attacca: «Schiaffo alla città». Tensioni tra il gruppo Red e i falcomatiani
REGGIO CALABRIA – Levata di scudi bipartisan contro la nomina di Antonino Castorina alla carica di capo di gabinetto del sindaco facente funzione Carmelo Versace alla città metropolitana.
Castorina, attualmente è consigliere comunale, nonchè compagno di movimento proprio di Versace in quel “Red” nato dentro il consiglio comunale e dentro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà a Palazzo San Giorgio e che come “terza punta di diamante” vede schierato anche Filippo Burrone, gratificato con una bella nomina a delegato all’ambiente solo qualche mese fa proprio da Falcomatà.
LEVATA DI SCUDI SULLA NOMINE DI CASTORINA
Dal punto di vista politico l’operazione dei Red ha fatto riportare un punteggio pieno al neonato movimento che adesso schiera sindaco metropolitano, capo di gabinetto-consigliere comunale (Castorina non rinuncerà al ruolo nel palazzo comunale) ed un assessore all’ambiente.
Ma Castorina, avvocato e democristiano doc come ama autodefinirsi, ha ancora in corso un processo per concorso morale in reati elettorali (mentre è stato assolto con formula piena per associazione a delinquere in udienza preliminare, ndr) per il cosiddetto caso dei “voti dei morti” con i presunti illeciti che sarebbero avvenuti quando Castorina ricopriva il ruolo di capogruppo del Pd in consiglio comunale.
In tanti pertanto imputano a Castorina un gravissimo problema di opportunità nel ricoprire il ruolo di capo di gabinetto, una figura che supporta l’indirizzo politico-amministrativo della Metro City, coordina le attività del Gabinetto, si raccorda con i vertici burocratici e gli enti locali. Una figura quindi, quella di Castorina che, pur avendo ancora pendenze penali per reati contro la PA, avrà uno snodo strategico, in questi rivoli di legislatura ed in aperta campagna elettorale, proprio dentro i punti nevralgici della pubblica amministrazione.
A puntare il dito contro Castorina, apertis verbis, è l’intero centrodestra cittadino che definisce la sua nomina «un atto di arroganza politica che non può e non deve passare sotto silenzio, configurandosi come uno schiaffo violento in faccia a una città che affoga nel degrado e nell’abbandono più totale». E che paragona il centrosinistra cittadino «agli oligarchi, che occupano militarmente anche le macerie che hanno lasciata». Ma c’è di più. Per il cdx la maggioranza sta mettendo sotto i piedi «quel codice etico che ha sbandierato in aula e che oggi viene disatteso con cinismo».
L’opposizione si chiede «con quale coraggio si possa investire un ruolo di così alta responsabilità amministrativa un consigliere comunale la cui posizione è oggetto di un approfondimento giudiziario sulle presunte irregolarità che avrebbero condizionato la libera espressione del voto». Ma nel mirino c’è anche il silenzio “complice e assordante” del Pd: «paladini della morale pronti a pontificare e a invocare dimissioni a ogni soffio di vento quando si tratta del centrodestra, ma oggi muti e immobili di fronte all’occupazione militare delle poltrone da parte dei propri uomini». Intanto dentro lo stesso csx di Castorina la frangia più arrabbiata per la sua nomina e per l’aumento delle figure di staff del sindaco passate dalle 21 (in essere con il sindaco Falcomatà) alle 36 unità del sindaco Versace, è proprio quella della corrente del consigliere regionale Falcomatà che «non ha gradito la mancanza di continuità con il proprio progetto politico». A restare indigesta a Falcomatà e Co, la trombatura del suo capo di gabinetto Francesco Dattola, la cacciata di mezzo organico di staff per fare posto a nuovi soggetti, pagati anche essi con sonante denaro pubblico, e riconducibili, in piena campagna elettorale a Versace e al gruppo Red.
Dal Capo di gabinetto al Portavoce Ad avere poi un suo peso politico specifico nelle polemiche anche la vicenda del nuovo portavoce del Sindaco Versace. Si tratta di Simone Libri:professione amministratore di condominio ed imprenditore (fino a qualche tempo fa gestiva “Sorrisi” la rosticceria del Cafè Noir, in quanto socio del titolare dello stesso Cafè Noir, ndr). Politicamente ha un ingombrante passato in Alleanza nazionale, persino nel movimento giovanile Azione Giovani e simpatie destrorse. Il portavoce dell’allora sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà era, invece, Gianluca Califano, già consigliere comunale ed esponente di Italia Viva, arruolato proprio a ridosso delle elezioni regionali per la mano, in termini di voti, che avrebbe potuto dare per Palazzo Campanella.
Frizioni tra ex amici quindi: mentre il Pd del segretario Panetta non si pronuncia, si sta invece consumando la rottura tra il gruppo Red e i falcomatiani.
In queste ore, infatti, Palazzo Alvaro è piena di rumors ostili a Castorina circa la sua incompatibilità professionale (è avvocato) con la nuova nomina, ma lo stesso neo Capo di Gabinetto, ieri sera, ha tenuto a precisare che ha già proceduto alla sua cancellazione temporanea dall’albo degli avvocati (ancora però non leggibile sullo stesso, ndr). Oggi intanto, sempre a Palazzo Alvaro si sarebbero dovuti ufficializzare i nuovi delegati ed i subentranti all’uscita dal consiglio metropolitano dei neo consiglieri regionali Falcomatà e Ranuccio.
Un’ufficializzazione che, però slitterà. Secondo i rumors, per i maldipancia dei consiglieri che non sarebbero stati coinvolti nelle scelte del nuovo corso dell’ente, per il mancato coinvolgimento di Falcomatà e per la netta discontinuità dal progetto politico. Anche in merito Castorina, però, ha la battuta pronta: «Ho chiesto anche io stesso di rinviare la conferenza stampa per evitare che le attenzioni fossero rivolte tutte alla mia nomina e non, come sarebbe stato giusto che fosse, ai nuovi arrivati dell’ente». Di sicuro si annovera un’unica certezza: si va verso le elezioni di maggio con un percorso estremamente accidentato dentro un centrosinistra cittadino sempre più desolante dentro il quale affonda la lama come un bisturi persino la peggiore opposizione di cdx vista nell’ultimo decennio.
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