Reggina costretta a fare da spettatrice
Era più difficile immaginare l’Italia senza tre Mondiali o la Reggina da tre anni fuori dal professionismo con il rischio che diventino quattro? La domanda scomoda sta attraversando la mente di tanti tifosi che, nella maggior parte dei casi, hanno passione sia per l’azzurro che per l’amaranto e oggi vivono da entrambe le parti il minimo storico. Di certo ad oggi il 2006, con l’Italia campione del Mondo e la Reggina in Serie A, è un ricordo lontanissimo e da tenere nel cassetto. Serve rimboccarsi le maniche e l’ambiente amaranto lo ha già fatto, considerato che da tre anni vive sul poco esaltante palcoscenico della Serie D.
Lo fa con discreta presenza al Granillo, considerata la categoria poco stimolante, e settori ospiti spesso pieni in trasferta. Non è facile, ma c’è ancora uno spiraglio per evitare che all’orizzonte si materializzi un altro fallimento sportivo. Quello che sarebbe un’altra non vittoria del campionato e che aprirebbe scenari tutti da decifrare in vista dell’estate. Li si immagina molto simili a quelli che stanno riguardando la Nazionale con richieste generali dell’opinione pubblica di rivoluzioni e cambiamenti sensibili ad ogni livello.. Per tutti i protagonisti non ci sarebbero posizioni di mezzo: o si vince o si è fallito. Tutti, tifosi esclusi. La differenza sta nel fatto che la Reggina, seppur basata sulla passione popolare, resta un’azienda privata. La ricetta per sperare ancora è chiara a tutti: servono cinque vittorie e un po’ di fortuna, che non è mai stata al top negli ultimi tre anni.Tuttavia, tante belle storie calcistiche sono nate da una spinta decisa della buona sorte che di recente non è mai arrivata.
Oggi la Reggina non sarà in campo per il turno pre-pasquale della Serie D, ma si interesserà al risultato delle tre squadre che la precedono. La Nissa (a +3) affronta il Gela in casa, il Savoia (+1) il Messina e l’Athletic Palermo (+1) farà visita alla Gelbison. Agli amaranto servono risultati contro pronostico e non è facile arrivino. Ci si aggrappa all’idea che questo campionato ha dimostrato che tutti possono perdere contro tutti. Quello che è capitato alla squadra amaranto: capolista del girone di ritorno con 26 punti in 12 giornate, ma fermatasi contro il Messina sul pareggio e sconfitta da Vigor Lamezia e Acireale.
La Reggina è tornata ad allenarsi ieri pomeriggio a porte chiuse e lo farà anche stamattina. Credere nell’impresa è difficile, ma è un dovere per i calciatori. Al ritorno in campo in campionato mancano una decina di giorni, con un trittico di gare in una settimana: il 12 a Gela, il 15 e il 19 in casa con Enna (recupero di oggi) e Paternò.
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