Campania

Reggia di Carditello, dubbi sulla gestione. Interrogazione del M5s al Ministero: “Più trasparenza”


La gestione della Reggia di Carditello finisce al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo al ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’obiettivo, secondo il parlamentare, è garantire che la gestione del sito “torni a essere pienamente trasparente e rispondente ai criteri di buona amministrazione”.

Nel testo dell’interrogazione Santillo ricorda che la Reggia, definita “autentico gioiello del patrimonio borbonico”, rappresenta un presidio culturale e di legalità di grande valore per il territorio casertano e per l’intero Paese. La gestione del complesso è affidata alla Fondazione Real Sito di Carditello, ente che riceve finanziamenti pubblici provenienti sia dal ministero sia dalla Regione Campania, oltre a contributi di sponsor e soggetti privati.

Proprio per la natura pubblica delle risorse utilizzate, secondo il deputato pentastellato la Fondazione dovrebbe garantire “i massimi criteri di efficienza, imparzialità e trasparenza”, nel rispetto delle normative sul diritto di accesso civico e sugli obblighi di pubblicazione previsti per gli enti partecipati.

Dalle verifiche effettuate sul portale istituzionale della Fondazione, però, emergerebbero alcune criticità. In particolare la sezione “Amministrazione Trasparente” risulterebbe non aggiornata, con lacune nella pubblicazione di atti deliberativi, bandi di gara e contratti di consulenza.

L’interrogazione parlamentare evidenzia inoltre dubbi anche sull’organigramma funzionale e tecnico della Fondazione. Non sarebbero infatti chiaramente indicate le procedure di selezione per alcune figure chiave, tra cui il direttore artistico e l’eventuale consulente per le attività liriche e sinfoniche.

Secondo Santillo, se dovesse essere confermata l’assenza di procedure comparative pubbliche per questi incarichi, si configurerebbe un possibile contrasto con i principi di meritocrazia e parità di trattamento richiesti nella gestione di risorse pubbliche.

Per questo motivo il parlamentare chiede al ministro della Cultura di fare chiarezza anche sulla gestione contabile della Fondazione a partire dall’insediamento dell’attuale consiglio di amministrazione, verificando la coerenza tra i fondi ricevuti e le attività effettivamente realizzate.

La vicenda potrebbe aprire un nuovo fronte politico attorno alla gestione di uno dei siti culturali più importanti della provincia di Caserta, simbolo del recupero di un bene storico che negli ultimi anni è tornato progressivamente al centro dell’offerta culturale campana.


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