Refurbed nel mirino di Agcom: diffida per carenze su trasparenza, gestione dati e reclami
Refurbed, noto sito online per l’acquisto di prodotti rigenerati, entra nel mirino di Agcom dopo una lunga istruttoria che ha portato alla prima diffida per violazioni del Regolamento P2B, il quadro normativo che disciplina il rapporto tra piattaforme digitali e utenti commerciali.
La decisione nasce da una serie di criticità su trasparenza, gestione dei reclami e accesso ai dati generati tramite la piattaforma, elementi considerati centrali per il corretto funzionamento del mercato digitale.
Le criticità individuate da Agcom
L’istruttoria ha evidenziato difficoltà da parte degli utenti nel reperire termini e condizioni in tutte le fasi del rapporto commerciale, come richiesto dal Regolamento P2B. Le informative risultano incomplete, soprattutto sui parametri utilizzati per classificare i prodotti nel motore di ricerca interno.
Agcom segnala anche un adeguamento tardivo dell’obbligo di spiegare in modo chiaro i criteri di classificazione. Le informazioni sull’accesso ai dati, introdotte solo da marzo 2025, non includono dettagli sui dati di audit, ovvero i registri cronologici che tracciano le attività sulla piattaforma.
Refurbed non ha inoltre inserito nei termini e condizioni tutte le informazioni necessarie sul funzionamento del sistema interno di gestione dei reclami e non ha pubblicato la reportistica relativa all’efficacia del sistema. Anche l’informativa sui mediatori risulta tardiva, con un aggiornamento risalente solo a luglio 2024.
Il contenuto della diffida e la risposta dell’azienda
La diffida impone all’azienda di conformarsi alle norme entro 120 giorni dalla notifica. Le misure richieste includono una gestione dei reclami più trasparente e tempestiva, l’integrazione dei termini e condizioni con tutte le informazioni mancanti e la pubblicazione dei report sul funzionamento del sistema di gestione.
Entro 30 giorni, Refurbed dovrà comunicare ad Agcom una roadmap con i passaggi previsti per raggiungere la piena conformità. Secondo quanto dichiarato dal co‑fondatore Kilian Kaminski, l’azienda ha già preso in esame i rilievi e si impegna a collaborare con l’Autorità per applicare tutte le misure indicate.
Il commissario Agcom Massimiliano Capitanio sottolinea che la diffida rappresenta un passaggio significativo nella tutela della trasparenza digitale. Richiama la necessità di garantire criteri di posizionamento chiari, accesso reale ai dati generati e sistemi di reclamo veramente operativi.
Il tema del posizionamento nelle piattaforme online
Il recente rapporto annuale di Agcom sul Regolamento P2B approfondisce il tema del posizionamento dei beni nei motori di ricerca interni delle piattaforme digitali. Le scelte di classificazione incidono direttamente sulla visibilità dei prodotti e quindi sui risultati commerciali delle aziende.
Il monitoraggio mostra una crescente adozione di prassi più trasparenti, ma evidenzia anche informative poco dettagliate, disomogenee e difficili da reperire. Molte piattaforme non chiariscono il peso dei singoli parametri di classificazione né le logiche applicate nei sistemi che determinano l’ordine dei risultati.
Tra i parametri più utilizzati emergono prezzo, recensioni, rilevanza, qualità dell’esperienza utente, localizzazione e precedenti acquisti. Agcom considera strategico approfondire questi meccanismi e punta a una mappatura più precisa dei criteri di posizionamento.
In un mercato che vive di visibilità, anche pochi dettagli mancanti possono fare una grande differenza.
Il dibattito sollevato dal caso Refurbed ricorda quanto la trasparenza sia diventata un elemento strutturale di ogni piattaforma digitale: non un optional tecnico, ma una condizione per garantire fiducia in un ecosistema sempre più regolato e osservato da vicino.
L’immagine di copertina è stata immaginata da Gemini.
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