Trentino Alto Adige/Suedtirol

Referendum: vince il no, anche il Trentino boccia la riforma della giustizia – CRONACA



Referendum costituzionale sulla giustizia, il no è in chiaro vantaggio, con oltre il 53,5%, a scrutinio nazionale verso la conclusione (60.651 sezioni su 61.533) e estero completato solo a un quarto (nel primo quasi 46 milioni di elettori, nel secondo oltre 5 milioni).

Per la precisione, il 46,35% approva mentre il 53,65% boccia e dunque stoppa la riforma costituzionale della giustizia, fortemente voluta dal governo di Giorgia Meloni, che avrebbe trasformato l’ordinamento della magistratura introducendo, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, due Csm divisi e una nuova Alta Corte disciplinare.

In Italia partecipazione definitiva al 58,93%, che scende al 57,31% tenendo conto delle seyioni estero dove hanno votato circa il 26% degli aventi diritto.

La premier di destra ha commentato così la bruciante sconfitta politica: «Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. I cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato».

Nel dettaglio, il voto nazionale vede il no al 53,73%, mentre l’estero, ma con oltre tre quarti delle sezioni da scrutinarte, al momento trova avanti i sì con il 52,50%.

In Trentino Alto Adige, che da tempo è a trazione locale di centrodestra, vince il no con il 50,59%, che prevale in entrambe province autonome.

In Trentino, dove il presidente leghista Maurizio Fugatti guida una giunta di centrodestra e autonomisti, il no è al 50,38%, mentre in Alto Adige, dove il presidente Arno Kompatscher della Svp governa con Fdi, Forza Italia e Freiheitlichen, la riforma viene bocciata con il 50,97%.

Nella città di Trento stravince il no con il 60,28% , mentre a Bolzano con il 53,20%. Franco Ianeselli, il sindaco di Trento, commenta: «Chi, come la presidente del Consiglio, aveva detto che se vinceva il no gli stupratori e i pedofili sarebbero stati liberi di circolare, si è meritato questa risposta del Paese. Sono stati coloro i quali hanno parlato in questo che hanno politicizzato il quesito». 

Nel singolo comune di Bolzano, no al 46,88% e sì al 53,12% (77 sezioni su 80).

Per completare il quadro delle Dolomiti, anche nella città capoluogo di Belluno stravince il no: 53,45% contro il 46,55%, mentre il dato provinciale vede trionfare il sì con il 56,04% contro il 43,96% e punte elevate nelle vallate più turistiche, come il 71,66% di Cortina d’Ampezzo, da sempre orientata a destra anche alle elezioni.

Sono due i capoluoghi di Regione in cui in base ai dati di Eligendo (il sito del Viminale) ha prevalso il sì: a Venezia il sì ottiene il 53,68% e il no al 46,31%, a L’Aquila ha ottenuto il 52,46% mentre il no il 47,54%.

Fra i commenti da sinistra, quello della segretaria del Pd Elly Schlein: «Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È’ anche un messaggio per noi.

Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa».

Giuseppe Conte (M5S) ha commentato: «Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte come occasione per i cittadini di contribuire a una discussione ampia per individuare il candidato o la candidata più competitivo e il migliore interprete del programma.

Oggi c’è un fatto nuovo. Questa primavera democratica all’insegna della partecipazione. Allora qual è il metodo migliore” per scegliere il leader della coalizione? “Non le segreterie di partito. Questa affluenza sta a significare che i cittadini vogliono scegliere e partecipare. Prima il programma, poi il percorso e poi individueremo l’interprete».




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