Referendum sulla riforma della giustizia: un incontro sul No
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Follonica (Grosseto). Il Partito della Rifondazione Comunista di Follonica e Follonica a Sinistra invitano i cittadini e le cittadine a partecipare all’evento “Il Governo cambia le regole, noi difendiamo i diritti”, un incontro pubblico sulle ragioni del No al referendum costituzionale, che si terrà il 6 marzo alle 17 al Casello idraulico di Follonica.
Sarà presente Gianluca Quaglierini, segretario di Rifondazione Comunista di Follonica, che introdurrà quelle che sono le implicazioni politiche e sociali della riforma costituzionale.
Ospiti dell’incontro Andrea Benini, ex sindaco di Follonica, e Massimo Borghi, di Sinistra Italiana, assessore alla legalità del Comune di Gavorrano. Modererà la giornalista Bianca Mazzinghi.
“L’incontro è aperto a chiunque voglia approfondire le proprie conoscenze sulla riforma costituzionale proposta dal Governo Meloni – si legge in una nota dei due movimenti politici – e sulle ragioni del No all’ingerenza della politica sull’autonomia della Magistratura”.
Gianluca Quaglierini afferma: “Il 22 e 23 marzo cittadine e cittadini saranno chiamati a esprimersi su un referendum costituzionale che riguarda l’assetto della giustizia nel nostro Paese. Noi voteremo No. Voteremo No perché riteniamo che questa riforma non rafforzi la giustizia e perché la separazione dei poteri è un principio cardine stabilito dalla Corte costituzionale e dalla nostra Carta fondamentale. Questo principio, sancito dall’articolo 104 della Costituzione della Repubblica italiana, garantisce che i giudici possano esercitare le proprie funzioni senza pressioni politiche. La riforma interviene su questo equilibrio in modo pericoloso.
Se il Sì dovesse prevalere, il Governo attuale e tutti i futuri Governi vedrebbero rafforzata la propria influenza sull’assetto della giustizia, ma in democrazia chi governa non deve poter incidere sugli strumenti che controllano la legalità delle proprie azioni. La giustizia italiana ha bisogno di efficienza, di tempi più rapidi, di risorse adeguate, queste sono le priorità che devono essere affrontate, non spostare gli equilibri costituzionali a favore del Governo in carica”
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