Referendum, Salis: “Orgogliosa della mia città”. Bucci: “Voto va ascoltato e rispettato”

Genova.”Ha vinto il “no” e lo ha fatto con un risultato netto, inequivocabile, con una grande partecipazione degli italiani. Ha vinto chi ha voluto difendere la Costituzione. Ha perso la strategia aggressiva e populista delle destre. Ha perso chi voleva trasformare tutto questo in un voto esclusivamente politico ma che ora politicamente dovrebbe trarre qualche conclusione. Gli italiani non si sono fatti prendere in giro e non hanno abboccato alla strategia del pensiero semplice a tutti i costi. Gli italiani non si sono fatti ingannare da chi ha provato a creare confusione, a strumentalizzare il voto arrivando addirittura a insinuare che con il “no” sarebbero tornati in libertà stupratori, spacciatori e immigrati irregolari».
Con queste parole la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha commentato la vittoria del no al referendum costituzionale: “Voglio soffermarmi su un altro dato molto bello. A Genova ha votato oltre il 63% degli aventi diritto. E la vittoria del no è stata schiacciante, ben oltre il dato nazionale – prosegue la sindaca – La coscienza dei genovesi si è risvegliata già da qualche tempo e la voglia di partecipazione è tantissima. Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo nell’amministrare una città che ha voluto cambiare radicalmente rotta e cerchiamo di lavorare ogni giorno per non deludere le tante aspettative. Da sindaca sono orgogliosa della risposta della mia città che ha dimostrato ancora una volta quanto i genovesi siano attenti e partecipino alla vita democratica della città e del Paese”.
Sul merito del quesito referendario, Salis aggiunge che «gli italiani hanno capito che la riforma non aveva attinenza con i reali problemi della giustizia italiana, dai tempi dei processi alla carenza di organico, ma mirava solamente a indebolire la magistratura sottoponendola al controllo della politica ridefinendo i rapporti di forza tra chi governa e chi controlla la legalità riducendo le garanzie per i cittadini. Auspico – conclude Salis – che questo risultato sia uno sprone per il centrosinistra e per le forze progressiste. È il momento di superare le frammentazioni e rispondere con una voce sola, compatta e unitaria, alla domanda di pragmatismo che arriva dai territori. I cittadini non chiedono solo di difendere i principi, ma di tradurli in soluzioni concrete per i tanti problemi che devono affrontare ogni giorno, a partire dalla sicurezza, dalla sanità, dalla pressione fiscale e dal lavoro. Solo così si può battere la destra”.
Bucci: “Voto degli italiani va ascoltato e rispettato”
Prendiamo atto con rispetto del voto espresso dagli italiani nel referendum sulla riforma della giustizia. La scelta dei cittadini va sempre ascoltata e rispettata. Ancor più adesso che si è espressa una larga parte degli elettori con un ritrovato slancio verso la partecipazione al voto”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha commentato l’esito del referendum costituzionale.
Matteo Rosso (Fdi): “Occasione persa”
“Gli italiani con il loro voto hanno espresso il loro voto in maniera chiara e quando il popolo sovrano esprime un suo parere va rispettato, anche se non corrisponde ai nostri desiderata. La riforma della giustizia era uno dei punti del programma di governo che gli italiani hanno convintamente votato nel 2022 e che noi abbiamo portato avanti mantenendo, anche in questo caso, la parola data. Certo quella di oggi, come ha detto la Premier Giorgia Meloni, è stata un’occasione persa per modernizzare la nostra Nazione su cui anche la parte minoritaria della sinistra e molti magistrati si erano spesi. Da parte mia un grazie enorme a tutti i volontari che insieme ai dirigenti e gli eletti di Fratelli d’Italia si sono impegnati in questa campagna elettorale, come sempre sono loro il motore di questo partito. Oggi dobbiamo proseguire ancora più determinati nella realizzazione dell’intera agenda di governo sulla quale chiederemo agli italiani di esprimersi perché a loro, e solo loro, spetta dirci se abbiamo fatto bene o male” così il deputato di Fratelli d’Italia, Matteo Rosso, coordinatore di FdI in Liguria.
Il Partito Democratico: “Ora si apre una fase nuova”
“La vittoria del No al referendum sulla giustizia rappresenta un elemento inequivocabile: i cittadini hanno bocciato questa destra e le sue politiche. Hanno scelto di difendere la Costituzione, l’equilibrio tra i poteri dello Stato, a partire dall’autonomia e l’indipendenza della magistratura – commentano il segretario del PD Liguria Davide Natale e il capogruppo del PD in Regione Armando Sanna – Un segnale chiaro al Governo, che in Liguria ha visto oltre il 57 per cento dei cittadini scegliere il No, mentre il Sì si è fermato al 42 per cento circa. La maggioranza dei cittadini non condivide l’impostazione della destra su giustizia e istituzioni e chiede invece riforme serie, condivise e rispettose dei principi costituzionali. Lo conferma l’affluenza, che in Liguria si attesta al 62,23 per cento, superando la media nazionale, frutto di un lavoro condiviso con associazioni, comitati, sindacati, partiti e cittadini che si sono attivati per difendere la Costituzione e la Democrazia, a cui va il nostro grazie. Questa è stata la più grande risposta per difendere la nostra Costituzione. Il Governo ha caricato tutto su questa sfida cercando di portare avanti una narrazione che nulla aveva a che fare con il quesito referendario. Una risposta netta che non lascia spazio a fraintendimenti che fa capire quanto i valori della nostra Costituzione siano parte integrante della nostra comunità. Ora si apre una fase nuova. Come Partito Democratico chiediamo al governo di abbandonare gli slogan e mettere in campo investimenti per il reale funzionamento della giustizia: si facciano assunzioni, si rafforzino i sistemi telematici e si renda il sistema veramente più vicino a cittadini e imprese. Quando si tratta di difendere la Costituzione, i cittadini sanno scegliere da che parte stare: il voto di oggi lo ha dimostrato”.
Referendum, Pastorino (Lista Orlando): “La Costituzione non si piega”
“Il NO ha vinto, e ha vinto in modo significativo. Oggi il messaggio che arriva dalle urne è chiaro: la Presidente Meloni si occupi finalmente della crisi economica e sociale del Paese, oppure ne tragga le conseguenze”. Così il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa. “In queste ore sento molti esponenti del centrodestra giustificare la sconfitta dicendo che si trattava di un referendum tecnico. Non è così. Altro che tecnico. Qui si interveniva su equilibri costituzionali delicatissimi, si modificava l’autogoverno della magistratura e si introducevano meccanismi che rischiavano di indebolirne l’indipendenza, senza però affrontare i veri problemi della giustizia: i tempi dei processi, la carenza di personale, l’organizzazione degli uffici. A questo si è aggiunta una campagna elettorale condotta con toni inaccettabili, fatta di attacchi continui alla magistratura e di un linguaggio divisivo che poco ha a che vedere con il rispetto delle istituzioni. Oggi, però, le cittadine e i cittadini hanno risposto. E ha dato una risposta politica, non tecnica. Non ho dubbi che Meloni non si dimetterà. Ma almeno la destra al governo abbia la lungimiranza di fermarsi e cambiare priorità. Perché l’Italia ha problemi concreti e urgenti: salari che non crescono, precarietà diffusa, una sanità sempre più in difficoltà, disuguaglianze che si allargano. Problemi che erano già evidenti e che rischiano di aggravarsi ulteriormente dentro uno scenario internazionale sempre più instabile, che il governo ha accettato senza una reale autonomia, seguendo una linea subalterna alle scelte di Trump e Netanyahu. Chi si aspettava un testa a testa oggi ha avuto una risposta netta. Quando gli italiani vengono chiamati a decidere su questioni che riguardano la Costituzione e gli equilibri democratici, partecipano e scelgono con consapevolezza. Hanno respinto un intervento che veniva percepito come un attacco alla magistratura e hanno rimesso al centro una richiesta semplice ma fondamentale: la politica torni ad occuparsi dei problemi reali delle persone”.
M5s: “Gettate le basi per una nuova stagione politica”
“Oggi è un grande giorno per tutti noi: i cittadini hanno difeso la Costituzione esprimendo un chiaro e inequivocabile NO alla più squilibrata delle riforme, voluta da una destra che ha tentato di piegare le regole democratiche a interessi di parte. Il risultato di oggi è una risposta netta a chi ha cercato di dividere il Paese e indebolire i principi di uguaglianza e giustizia sanciti dalla nostra Carta. Ha vinto l’articolo 3 della Costituzione. Grazie a tutte le cittadine e a tutti i cittadini per la grandissima partecipazione democratica. Come Movimento 5 Stelle della Liguria, vogliamo ringraziare chi ci ha creduto e ha lavorato pancia a terra per arrivare a questo risultato: attivisti, portavoce, coordinatori e volontari tra gazebo, affissioni e seggi, dove non è mancato il prezioso contributo dei rappresentanti di lista. Tra questi, grazie anche ai tanti elettori fuori sede che si sono rivolti a noi per esercitare il loro diritto al voto. Siamo orgogliosi della nostra comunità, che ancora una volta ha dimostrato impegno, coerenza e determinazione nella difesa dei principi fondamentali della nostra democrazia”.
Lo dichiarano i portavoce del M5S ligure. “Nella nostra regione – aggiunge il senatore M5S Luca Pirondini con il capogruppo del M5S Liguria Stefano Giordano e il capogruppo comunale del M5S Genova Marco Mes – il risultato assume un valore ancora più significativo: il NO si è attestato al 57% a livello regionale, con un dato particolarmente rilevante a Genova, dove ha superato il 61%. Crediamo sia un segnale politico chiaro che non solo conferma una diffusa contrarietà dei cittadini a una riforma percepita come sbagliata e divisiva, ma getta anche le basi per una nuova stagione politica”.
Avs: “Messaggio chiaro per il centrodestra”
“Ha vinto la volontà di difendere la Costituzione, ha vinto la volontà di mandare a casa il governo Meloni e la giunta Bucci. La vittoria è stata netta in tutta la Liguria, con un risultato plebiscitario nella città di Genova, dove i ‘NO’ hanno prevalso di quasi 30 punti percentuali. Questo esito, rafforzato dalla grande affluenza, testimonia la bocciatura della riforma giudiziaria e un forte giudizio politico negativo nei confronti di chi sta governando la nostra regione e il nostro Paese”. AVS Liguria commenta con soddisfazione l’esito del quesito referendario, che ha visto un’ampia vittoria del NO.
“La vittoria del NO in Liguria, con uno scarto del 15%, è un chiaro messaggio per il centrodestra. Grazie ad AVS abbiamo portato avanti una campagna che ha saputo attivare le persone e ha reso chiara la volontà dell’elettorato. Lo slancio di questa vittoria è un vento di speranza, che in Liguria ha soffiato con forza. Ovunque, anche nel comune di Imperia, dove sono stati ribaltati i pronostici. I cittadini e le cittadine hanno scelto di difendere la Costituzione e arginare la delegittimazione della magistratura. Un altro dato incoraggiante è quello dell’affluenza elevata, che segna la voglia dei cittadini di tornare a contare”, dichiarano Selena Candia e Jan Casella, consiglieri regionali di AVS, Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana, Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce liguri di Europa Verde.
“Il risultato referendario ha un valore storico. Dice con forza che il popolo italiano non ha nessuna intenzione di modificare l’architettura costituzionale che ha garantito democrazia e libertà per 80 anni al nostro Paese. Pensiamo che, dopo il fallimento del referendum Meloni, la tentazione neo-autoritaria sia stata cacciata definitivamente dal dibattito politico italiano. Cambia l’aria in Italia ma anche In Liguria: i risultati della nostra regione sono sorprendenti sia come livello di affluenza sia come nettezza dell’esito. Il NO vince con larghissimo margine in tutta la Liguria, nettamente al di sopra della media nazionale in tutti i capoluoghi di provincia: a Genova e Savona supera il 60% ma vince anche a Imperia dove il sindaco Scajola si è particolarmente impegnato per il SI”, sottolineano i rappresentanti regionali di AVS.
“Senza applicare automatismi meccanici possiamo ben dire che le difficoltà di governo della destra in Liguria sono confermate da questo voto. Certi atteggiamenti proprietari negli stili di governo degli esponenti della destra, del presidente Bucci come del sindaco Scajola, non hanno ragione di essere perché il loro consenso si è rivelato molto meno solido di quello che vogliono fare credere. Il referendum ci indica quindi che anche a livello politico, a partire dalle elezioni comunali di fine maggio, c’è possibilità di cambiare e di consolidare la coalizione progressista, che nella campagna referendaria ha trovato unità e ragioni sostanziali di iniziativa comune”, concludono gli esponenti liguri di Alleanza Verdi e Sinistra.
Rifondazione Comunista: “Si inceppa la deriva autoritaria del governo”
“Non nascondiamo una enorme soddisfazione per l’esito referendario, baluardo contro la trumpizzazione del nostro sistema giudiziario, contro l’ingerenza della politica sull’autogoverno della Magistratura, terzo potere dello Stato. Importantissimo è stato il protagonismo sociale di chi, in questi mesi, ha animato le piazze contro il genocidio palestinese e contro le politiche antisociali del governo Meloni – scrive in una nota Giovanni Ferretti, il segretario Rifondazione Comunista Genova – Da qui si può partire per una rinnovata lotta per un lavoro sicuro e dignitosamente retribuito, per il welfare, per la giustizia sociale. Gli investimenti in armamenti hanno dimostrato che i soldi ci sono: occorre impiegarli nella sanità, nell’istruzione, nella tutela del territorio, nella riconversione ambientale della nostra economia. Occorre ora dare uno sbocco politico a chi si è sentito in dovere di andare a difendere la nostra Costituzione antifascista, unendo le forze che, senza tentennamenti, ne seguano i suoi insegnamenti. E’ l’ora di dare risposte concrete ai bisogni popolari”.




