Referendum, in edicola sul Fatto Quotidiano del 26 febbraio il forum con i magistrati Pedio, Romanelli e Rossi

Terzo appuntamento dei forum sulla riforma della separazione delle carriere con la redazione del Fatto Quotidiano e ilfattoquotidiano.it: ”Perché No – speciale referendum”. Dopo il primo incontro con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, il secondo con gli ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, gli ospiti della nostra redazione sono stati Laura Pedio, procuratrice di Lodi, Maurizio Romanelli, capo dell’ufficio inquirente di Bergamo, Roberto Rossi, al vertice della procura di Bari. I tre magistrati hanno risposto alle domande del direttore Marco Travaglio, della vicedirettrice Maddalena Oliva, del vicedirettore Marco Lillo e dei giornalisti della redazione.
Tanti i temi toccati: dalle ragioni fondamentali che dovrebbero portare le persone a votare no alla riforma di Giorgia Meloni e Carlo Nordio, alle indagini che probabilmente non si farebbero più se la separazione delle carriere diventasse realtà, fino ai veri problemi che si vivono nei tribunali italiani. “Nessuna delle norme di questa riforma incide sull’efficienza della giustizia o sull’attività giudiziaria. Il sistema non funziona ed è estremamente farraginoso, per esempio a me sono arrivati due autisti, ma io non ho una macchina”, ha raccontato Pedio. Dello stesso avviso Rossi: “Questa riforma non risolverà niente, aggraverà i problemi quotidiani”. Romanelli, invece, ha ricordato l’indagine da lui condotta nel 2003 sul rapimento da parte della Cia di Abu Omar, imam di Milano: “L’unico Paese che è riuscito a portare avanti un’investigazione estremamente complessa, con risultati finali, è stato il nostro, grazie ai requisiti di indipendenza del Pubblico ministero che altri paesi non hanno”. In edicola domani 26 febbraio l’edizione del quotidiano con il racconto di questo terzo appuntamento e sul sito de ilfattoquotidiano.it le clip video dei momenti più salienti dell’intervista.
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