Referendum, il No trova terreno fertile in Calabria: l’effetto Gratteri sul risultato finale
Il “no” alla riforma costituzionale sui temi della giustizia prevale nettamente in Calabria. Risultato non facilmente pronosticatile alla vigilia del voto, ancora di più in una regione governata dal centrodestra che appena qualche mese fa è riuscito a riconfermarsi con percentuali decisamente superiori a quelle del campo largo. Se è vero che ogni competizione fa storia a sé, quella sulla riforma Nordio fornisce alcune utili indicazioni. A maggior ragione se il referendum appena celebrato poteva essere considerato come uno stress test per il governo nazionale e per la Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto. I “no” alla riforma Nordio si sono rivelati maggioranza in tutte le province calabresi, con l’eccezione di Reggio Calabria (i “sì” hanno prevalso con il 53 per cento) dove evidentemente il peso politico dei partiti di centrodestra ha inciso (e non poco) nel bilancio finale. La provincia di Cosenza si presenta come la capitale regionale dei contrari al nuovo ordinamento con quasi il 65 per cento dei voti espressi. Anche negli altri territori il “no” ha prevalso nettamente: a Catanzaro con oltre il 59 per cento dei consensi, a Crotone con oltre il 58 e a Vibo Valentia con il 57.
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