Referendum Giustizia, risultati definitivi: vince il NO. Meloni: “Rispettiamo il voto”
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Il referendum sulla riforma della Giustizia si conclude con una netta vittoria del No, che raggiunge il 53,73% delle preferenze secondo i dati del Viminale. L’affluenza alle urne si è attestata al 58,93%, con l’Emilia-Romagna che ha registrato la partecipazione più alta.
A Venezia (intero Comune) il NO ha prevalso con il 55,13%.
La Premier Giorgia Meloni ha commentato l’esito della consultazione dichiarando di rispettare la decisione degli italiani, confermando però l’intenzione di proseguire nel percorso di riforme. Una posizione condivisa dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha sottolineato il rispetto per la volontà del popolo sovrano.
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha celebrato quello che ha definito una “sonora vittoria”, evidenziando il “grande impegno del M5S insieme alle forze sociali e politiche progressiste”. Matteo Renzi ha interpretato il risultato come una sconfitta significativa per la maggioranza di governo.
L’Associazione Nazionale Magistrati, attraverso la sua giunta esecutiva centrale, ha accolto positivamente l’esito del voto, definendolo “un bel giorno per il Paese” e sottolineando come il risultato rappresenti “non un punto di arrivo, ma un punto di partenza”.
La partecipazione popolare ha superato le aspettative, dimostrando un interesse diffuso per i temi della giustizia. Il vicepremier Antonio Tajani ha evidenziato proprio questo aspetto, definendolo “una grande prova di democrazia”, al di là del risultato finale.
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I sostenitori del No si sono dati appuntamento a Piazza Barberini a Roma per celebrare la vittoria, mentre il comitato promotore del Sì ha commentato di aver tentato di contrastare quella che definiscono “disinformazione” durante la campagna referendaria.
Maurizio Lupi ha interpretato il risultato come una vittoria della “paura del cambiamento”, escludendo però conseguenze politiche per il governo. Una posizione confermata anche da esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno sottolineato come l’esito del referendum non incida sulla stabilità dell’esecutivo.
Il risultato referendario segna quindi una battuta d’arresto per il progetto di riforma della giustizia sostenuto dal governo, ma non sembra destinato a provocare immediate conseguenze politiche. La maggioranza conferma l’intenzione di proseguire nel proprio programma di riforme, mentre l’opposizione celebra una vittoria che interpreta come segnale di dissenso verso le politiche dell’esecutivo.
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