Calabria

Referendum giustizia, Gratteri: “La vittoria del No è un segnale forte”. Trionfo di consensi nella ‘sua’ Gerace


«La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti».

Così il procuratore di Napoli Nicola Gratteri commenta l’esito del referendum sulla giustizia, intervenendo all’indomani della vittoria del No. Una presa di posizione netta, che arriva dopo settimane in cui il magistrato era stato al centro del confronto politico e pubblico per alcune dichiarazioni favorevoli al fronte del No.

Le parole di Gratteri dopo il voto

Nelle parole del procuratore c’è la lettura di un voto che, a suo giudizio, non va interpretato come una chiusura pregiudiziale rispetto alle riforme, ma come una richiesta di maggiore equilibrio. Gratteri sottolinea infatti la necessità di interventi capaci di rendere più efficiente il sistema giudiziario, riducendo i tempi dei processi e migliorandone il funzionamento, ma senza comprimere le garanzie e i diritti.

Il magistrato insiste quindi su un concetto preciso: le riforme servono, ma devono essere costruite con responsabilità, tenendo insieme efficienza e tutele costituzionali. Un passaggio che si inserisce nel dibattito apertosi attorno ai quesiti referendari e che, nelle ultime settimane di campagna, aveva acceso anche la polemica con i sostenitori del Sì.

A Gerace netta affermazione del No

Intanto, proprio a Gerace, paese natale dell’attuale procuratore di Napoli, il risultato delle urne ha consegnato una netta affermazione del No. Nel centro del reggino, che conta poco più di 2.000 abitanti, si è recato alle urne il 51,62% degli aventi diritto.

A scrutinio concluso, il No ha ottenuto il 67,38% dei consensi, mentre il si è fermato al 32,62%. Un dato che assume anche un valore simbolico, perché arriva dalla comunità d’origine di Gratteri, uno dei protagonisti più esposti del dibattito pubblico sul referendum.

Il risultato di Gerace, per dimensioni e percentuali, si inserisce così nel quadro più ampio dell’affermazione del No, ma assume un peso particolare per il legame diretto con la figura del procuratore, finito durante la campagna referendaria al centro delle critiche del fronte del Sì proprio per le sue posizioni espresse in difesa delle ragioni del No.


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