Referendum giustizia, Giacomelli: “Vale più di un’elezione, riforma modernizza il Paese” VIDEO-PODCAST
20.03.2026 – 19.00 – “La giustizia riguarda tutti noi e questo referendum è di portata storica, più importante di un’elezione politica”. È da questa posizione che l’avvocato Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, interviene nel dibattito sul referendum costituzionale sulla giustizia, in programma domenica e lunedì. Giacomelli, esponente politico locale e attivo nelle iniziative sul territorio a sostegno del sì, è stato ospite negli studi di Trieste News, intervistato dal direttore Francesco Viviani. Al centro del confronto, la riforma che interviene sull’assetto della magistratura e, in particolare, sulla separazione delle carriere. Fin dalle prime battute, l’avvocato sottolinea la rilevanza del voto, collegandola all’impatto diretto del sistema giudiziario sulla vita quotidiana. “Non parliamo solo di giustizia penale – afferma – ma anche di giustizia civile, che decide aspetti concreti come il lavoro, la casa, lo stipendio. Tocca tutti”. Nel merito della riforma, Giacomelli individua nella separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri il punto centrale, definendola “un principio di modernizzazione del Paese”. L’attuale sistema, secondo la sua lettura, rappresenterebbe un’anomalia nel contesto europeo: “Siamo rimasti, di fatto, solo noi e la Grecia”.
A sostegno della necessità di intervenire, il legale richiama il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura. “Oggi giudici e pubblici ministeri siedono negli stessi consigli che decidono le carriere e le valutazioni disciplinari”, osserva. Una situazione che, a suo giudizio, può incidere sulla percezione di imparzialità: “Quando si spiega all’estero che la pubblica accusa contribuisce a valutare il giudice, non ci credono”. Sul fronte delle critiche, Giacomelli respinge con decisione l’idea che la riforma possa indebolire l’indipendenza della magistratura. “Non c’è alcun rischio – sostiene – la Costituzione resta invariata e continua a garantire che la magistratura sia un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Nel corso dell’intervista, il capogruppo di FdI contesta anche l’impostazione della campagna del no, accusata di fare leva su “slogan e informazioni non corrette” senza entrare nel merito dei contenuti della riforma. Accanto alla separazione delle carriere, Giacomelli richiama anche il tema del Consiglio superiore della magistratura e del peso delle correnti interne. “Esistono gruppi organizzati che incidono sulla progressione delle carriere – afferma – e questo può penalizzare magistrati capaci che non hanno determinate appartenenze”. Da qui la necessità, secondo lui, di rafforzare criteri meritocratici per migliorare il servizio ai cittadini.
Nel suo intervento, l’avvocato riconosce l’esistenza di criticità nel sistema giustizia, ma rivendica anche alcuni segnali di miglioramento, come la riduzione dei tempi dei processi negli ultimi anni e l’aumento delle assunzioni nel personale amministrativo. Alla domanda sull’impatto concreto della riforma, la risposta è netta: “Migliora la vita dei cittadini”, perché interviene su meccanismi che incidono sulla fiducia e sull’efficienza del sistema. Nel finale, l’appello alla partecipazione al voto, in particolare ai più giovani. “È un’occasione per incidere profondamente su un sistema che ha molti problemi – sottolinea – invito tutti a informarsi e leggere il testo della riforma”. Il referendum sulla giustizia si terrà domenica e lunedì.
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