Referendum giustizia, che sorpresa! Smentite le previsioni, ressa davanti ai seggi e affluenza da record – Il Tempo

Il protagonista assoluto della prima giornata di voto entra in campo subito, praticamente a colazione. Un effetto sorprendente: in mezza Italia (dal Nord fino a Roma) c’è la coda davanti ai seggi. Prima è il tam tam meravigliato tra amici: «Alla Garbatella ho aspettato 10 minuti prima di entrare», «È successo anche in corso Trieste. La rilevazione delle 19 conferma la previsione: Viminale certifica che l’affluenza ha superato il 38%. Con il Nord Ovest e il Nord Est quasi affiancati al 43,5% e 43,4%, il Centro al 42,5%, staccati il Sud e le Isole rispettivamente al 31% e al 29,6%. Spiega Lorenzo Pregliasco da You Trend: «La mobilitazione non è stata solo un fuoco di paglia mattutino». Maglia rosa ancora una volta all’Emilia Romagna con il 46,3%, in coda la Sicilia con il 28,7%. Resta molto alto anche il dato che riguarda Roma: il 44%, poco sotto Milano, al 45,7%, Bologna arriva invece al 50,29%. Napoli invece si ferma al 31%.

Il trend si era visto anche durante la mattinata: l’affluenza delle 12 si era già attestata al 14,92. L’Emilia Romagna è la regione che ha votato di più, 19,44%, la Calabria, quella di meno, 9,74%. In Lazio l’asticella si ferma al 16,28%. È il Nord che tira la volata: Friuli Venezia Giulia con il 17,86%, seguita da Lombardia 17,57%, Liguria 17,50%, Veneto al 17,06%. Sotto il 10%, oltre alla Calabria, solo la Basilicata al 9,84%. Nella Capitale l’affluenza tiene molto meglio rispetto alle Europee nella prima periferia: in quartieri come Tufello, Casal Bertone, Grottarossa ha votato fra il 18% e il 21% degli aventi diritto, pari a oltre il 40% dei votanti delle Europee. Della serie storica dei referendum votati su due giorni, quello sulla giustizia, è di gran lunga quello andato meglio: l’ultima consultazione (non costituzionale) sul lavoro, promossa dalla Cgil, alla stessa ora del primo giorno richiamò solo il 7,4%. Nel 2016 sul referendum sul monocameralismo, l’affluenza superò il 20%, ma le operazioni di voto si completarono in una sola giornata. Per quanto riguarda, infine, quello del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari il dato dell’affluenza delle 12 del primo giorno è del 12,2%, (finì al 51,12%). Alessandro Amadori, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano e direttore scientifico di Yoodata, si spinge a prevedere un dato finale intorno «al 60%».

Nella domenica di voto, non mancano le polemiche. A Napoli l’assessore alle Politiche Sociali della III Municipalità del comune partenopeo pubblica un video nel quale si invita al voto utilizzando come scenografia i mezzi di trasporto dell’amministrazione destinati ai disabili. Immediate le proteste del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro: «Le istituzioni hanno il dovere di garantire l’imparzialità. Confondere il ruolo amministrativo con la militanza politica, utilizzando beni della collettività, lede la dignità del servizio pubblico e la fiducia dei cittadini». Insiste il segretario campano di Forza Italia Fulvio Martusciello: «Presenteremo un esposto e chiederemo che venga accertato ogni profilo di responsabilità, anche sotto il profilo del peculato». Un’altra denuncia arriva da un seggio della Capitale in zona Colli Portuensi. Lo riferisce il portavoce del comitato per il Si “Giuliano Vassalli”: «Sul bancone dove gli elettori erano chiamati a ritirare le schede era infatti esposta una copia del quotidiano il Manifesto, aperta sulla prima pagina recante in evidenza una grafica con molteplici No». La morale la tirano i sondaggisti: «Ci attendono ore di super lavoro, stiamo entrando in acque inesplorate». La prima sorpresa del referendum.
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