Referendum giustizia, a Trieste il Comitato per il Sì: «Separazione delle carriere per un giudice davvero terzo» VIDEO
19.03.2026 – 22.50 – Partecipazione significativa oggi all’Hotel Continentale di Trieste per l’incontro pubblico promosso dal Comitato “Sì Riforma”, a pochi giorni dal referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. Al centro del confronto le ragioni del voto favorevole, illustrate da tecnici del settore davanti a cittadini e operatori del diritto. A intervenire l’avvocato Massimiliano Rimaboschi, coordinatore del Comitato per il Sì – Trieste, e il dottor Fulvio Rocco, già consigliere di Stato e presidente del Tribunale di giustizia amministrativa di Trento, incalzati dalle domande del moderatore Maurizio Marzi Wildauer. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di completare il percorso di riforma avviato con il sistema accusatorio (1988) e rafforzato dalla modifica costituzionale sul “giusto processo” (1999). “La riforma interviene sull’ordinamento giudiziario per dare piena attuazione a quei principi”, ha spiegato Rimaboschi, evidenziando come l’attuale sistema preveda la separazione delle funzioni tra magistratura giudicante e requirente, ma non quella delle carriere, che restano governate dallo stesso organo di autogoverno.
Secondo i promotori del Sì, proprio questo elemento inciderebbe sulla percezione di imparzialità del giudice. “La separazione delle carriere e la creazione di due distinti Consigli superiori eliminano in radice il problema, senza compromettere autonomia e indipendenza della magistratura”, ha affermato Rocco, richiamando le garanzie costituzionali. Tra i punti qualificanti della riforma anche l’istituzione di un’Alta Corte di giustizia disciplinare, chiamata a giudicare i magistrati in luogo dell’attuale sistema interno. L’obiettivo, è stato evidenziato, è assicurare maggiore terzietà nei procedimenti disciplinari, attraverso un organo composto in prevalenza da magistrati sorteggiati e membri laici designati dalle istituzioni. Nel dibattito è stato inoltre affrontato il tema del metodo del sorteggio, già utilizzato in diversi ambiti dell’ordinamento, e considerato dai relatori uno strumento di garanzia e non di rappresentanza corporativa. A margine dell’incontro, Rocco ha paragonato la riforma a un aggiornamento del “sistema operativo” della giustizia: “Quando un sistema non funziona più, bisogna intervenire sulle regole generali per renderlo più efficiente. Da qui potranno poi derivare ulteriori interventi per velocizzare i procedimenti”. Sulla stessa linea Rimaboschi, che ha definito la separazione delle carriere “un adeguamento necessario” a un modello processuale già fondato sulla parità tra accusa e difesa e sulla terzietà del giudice, come sancito dall’articolo 111 della Costituzione.
[f.v.]Referendum giustizia, a Trieste si accende il dibattito: incontro pubblico per il Sì




