Calabria

Referendum e risvolti in Calabria, il No letto da Lombardo: “Ci invita alla comune responsabilità”

Vittoria chiara del No alla riforma sulla giustizia proposta dal centrodestra e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. I 14 milioni di italiani che non hanno condiviso la legge è un dato che sta catalizzando il dibattito politico nazionale. Ne parliamo con il dottore Giuseppe Lombardo, Procuratore aggiunto della Dda di Reggio e presidente del comitato per il No a Reggio Calabria.
Una vittoria con quasi il 54%: si aspettava questa forbice?
«Non credo possa considerarsi un risultato del tutto sorprendente. I referendum in materia di giustizia tendono a produrre esiti meno netti di quanto si immagini durante la campagna, perché chiamano in causa temi complessi, spesso percepiti come tecnici, sui quali l’elettorato matura una decisione anche negli ultimi giorni. Senza essere un esperto in materia, ritengo quindi fisiologico che si registri uno scarto significativo tra le due opzioni, che assume un peso specifico non trascurabile».
Il ministro Nordio ha dichiarato che è la vittoria dell’Anm che adesso diventa soggetto politico. Sarà così?
«Sono convinto che sia utile mantenere il discorso su un piano di equilibrio istituzionale. L’Associazione nazionale magistrati non è, né può essere considerata, un soggetto politico: è un organismo rappresentativo della magistratura, che esprime posizioni su riforme che incidono direttamente sull’esercizio della giurisdizione.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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