Toscana

Reddito di cittadinanza regionale, Destra Sociale: “Troppe ombre”

Destra Sociale, per voce del vicepresidente nazionale Paolo Maccari e della coordinatrice toscana Lucia Morucci, interviene con fermezza sulle indiscrezioni riguardanti il nuovo reddito di cittadinanza regionale che la Regione Toscana vuole attivare.

“Una misura che, stando alle notizie circolate, prevederebbe un sostegno economico di 500 euro al mese, per una durata compresa fra nove mesi e un anno, destinato solo a lavoratori e lavoratrici che hanno perso la Naspi o altri ammortizzatori sociali statali, al fine di svolgere percorsi formativi e di reinserimento lavorativo – si legge in una nota di Destra Sociale -. Una proposta che, a nostro avviso, solleva più dubbi che risposte. Perché queste risorse vengono usate solo ora? Sono ferme da anni: servono forse a fini elettorali? Se queste risorse erano realmente disponibili, perché non sono state utilizzate prima per sostenere i tanti lavoratori toscani in difficoltà? Perché vengono tirate fuori soltanto adesso? La domanda è inevitabile: ci troviamo di fronte all’ennesima manovra post-elettorale? La Regione chiarisca immediatamente. Non comprendiamo perché questa misura escluda totalmente i giovani toscani in cerca di lavoro, che rappresentano una delle fasce più fragili e dimenticate dalla politica regionale. Perché non intervenire anche per loro, che vivono spesso senza reddito, senza tutele e senza una vera prospettiva occupazionale?”.

“Assurda l’attivazione solo dopo la fine della Naspi – sottolinea il comunicato. Il lavoratore dovrebbe aspettare due anni per avere una formazione? Le indiscrezioni indicano che il sostegno scatterebbe solo dopo la fine della Naspi. Significa che un lavoratore o una lavoratrice dovrebbe attendere fino a due anni per vedere avviato a un percorso di formazione, quei percorsi che con la Naspi in molti casi non sono compatibili o non vengono attivati. Domanda semplice: non sarebbe più utile integrare questa misura alla Naspi, invece che farla scattare a distanza di anni, quando la situazione personale ed economica di molte famiglie è già precipitata? 500 euro sono una cifra irrilevante. Nemmeno coprono gli affitti e i mutui. Pensare di sostenere un disoccupato con soli 500 euro al mese è irrisorio. In molte zone della Toscana non bastano nemmeno per gli affitti, figuriamoci per affrontare un mutuo o mantenere una famiglia. Questa misura inoltre tende a stimolare ed aumentare il lavoro nero: finché si percepisce il sussidio si può lavorare in nero per aumentare le entrate di una famiglia che con 500€ euronon può sopravvivere. Serve ben altro per definirla una politica sociale credibile. La Regione risponda: misura stabile o semplice contentino post-elettorale?”.

“Chiediamo al Presidente della Regione: questa misura sarà stabile negli anni oppure si tratta dell’ennesimo contentino destinato a dissolversi, lasciando lavoratori e famiglie ancora più soli? E i lavoratori travolti dalle crisi aziendali? Pam Siena, Beko e decine di altre realtà – prosegue la nota -. La Toscana continua a essere colpita da crisi aziendali, licenziamenti improvvisi e casi di evidente ingiustizia. Ricordiamo il dipendente Pam di Siena, licenziato a pochi anni dalla pensione per un controllo carrello, o i lavoratori della Beko di Siena, solo per citare due episodi simbolici. Per loro, quali misure concrete? Per loro, nessun sostegno immediato? Basta fumo negli occhi: servono politiche serie, coordinate con lo Stato. Noi di Destra Sociale non accettiamo che si giochi con le speranze delle famiglie toscane”.

“Chiediamo alla Regione, e al Governo, che negli ultimi tempi giudichiamo incapace di realizzare misure di sostegno efficaci e durature, di avviare finalmente politiche serie, coordinate tra Stato e Regioni, capaci di fornire sostegni reali, tangibili e continui ai lavoratori e alle famiglie. L’Italia sta sprofondando in una crisi economica senza fine, con un’inflazione che erode ogni mese i redditi dei cittadini. In un momento simile, non servono operazioni di facciata: servono tutele vere, a partire proprio dal lavoro – termina il comunicato -. Destra Sociale sarà sempre dalla parte di chi lavora, di chi cerca un lavoro e di chi ha diritto alla dignità economica e sociale”.


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